Last update giovedì 17 maggio, 2012 03:53
Due Mostre – Tracce nel Futuro e Joanpere Massana

Prendere consapevolezza del proprio bagaglio storico-culturale per declinarlo in una produzione artistica innovativa, superare il modello degli antenati, riuscire a dire ancora qualcosa di nuovo. Sono questi i temi di Tracce nel futuro | Footprints into the future, la mostra in corso al Pan dal 16 novembre fino al 25 febbraio curata da Julia Draganovic, Direttore Artistico del PAN, e Fangling Tseng, Curatore Capo del Kaohsiung Fine Arts Museum, Taiwan.
Tracce nel futuro rappresenta il terzo degli appuntamenti espositivi del ciclo dedicato al tema delle “Sfide”. Dopo aver analizzato l’immagine dell’eroe moderno e la bellezza in un mondo postorganico e’ ora la volta di interrogarsi sulla possibilita’ , al giorno d’oggi, di un’innovazione creativa che non rinunci al bagaglio culturale, alla tradizione a e tutto quanto contribuisce a creare l’identita’ di un popolo.
La risposta e’nei lavori dei 12 artisti taiwanesi chiamati a raccontare con un linguaggio pienamente contemporaneo la trasformazione dell’estetica orientale e i rituali radicati nella loro cultura del buddismo e del taoismo.
Saranno esposti, tra gli altri, i manga di Hung Tunglu che si muovono nei lightbox fra gli elementi tradizionali dello spiritualismo buddhista e taoista, le pitture di Li Ming-tse che solo a prima vista sembrano tipici inchiostri cinesi, un finto sito archeologico di Tu Wei-cheng che nelle mura antiche presenta gli accessori del mondo attuale, le installazioni (in parte interattive) di Hsia Sheng-chien e di Lu Mu-jen.
In mostra troviamo anche i lavori di Chien Chieh-jen, filmmaker i cui lavori ha recentemente acquistato il MoMA di New York, che documenta le performance organizzate da ex operai in siti industriali abbandonati, per raccontare il disperato tentativo di prolungare la storia dell’economia taiwanese del novecento basata sulla manodopera. Conclude idealmente la nostra riflessione un assaggio di meditazione zen in salsa high tech. Lin Shu-Min propone, con il suo Inner Force – Forza Interna, una gara tra due persone che sedute l’una davanti all’altra vedono le onde Alpha prodotte dal loro stesso cervello prendere la forma di fiori di loto, proiettati sul pavimento. Vince – come nella piu’ classica delle tradizioni asiatiche – chi e’ piu rilassato e sa produrre, quindi, piu’ fiori!
In collaborazione con il Kaohsiung Fine Arts Museum, Taiwan e il Council for Cultural Affairs, Taiwan organizzazione e promozione CIVITA
Joanpere Massana – Il libro dell’acqua Parte I
L’artista catalano Joanpere Massana si presenta in Italia, a Napoli prima e a Milano poi, con una prestigiosa mostra dal titolo -Il libro dell’acqua-. L’evento, la prima personale che organizza il PAN nelle sue sedi, avrà carattere itinerante e si sposterà a gennaio da Napoli agli spazi espositivi della galleria Il Torchio di Milano per la seconda parte.
Questa nuova serie, successiva alle precedenti: -Il libro degli alberi-, -Un libro per Jana-, -Il libro delle nuvole-, -Il libro dei giochi-, continua approfondendo temi concreti come se si trattasse appunto di un libro.
Per questa esposizione Massana ha realizzato un nesso fra Catalogna e Napoli attraverso l’acqua. Come elemento costante di questo ciclo di opere, l’artista intreccia un percorso immaginario tra il fiume del paese in cui vive, il Segre, il mar Mediterraneo e Napoli.Di fatto la Catalogna, e piu’ precisamente la Corona d’Aragona, già qualche secolo fa lascio’ un segno tangibile in questa città.
Questo connubio Catalogna – Napoli trova un suggestivo riferimento nella video installazione che verrà proiettata nella prima sala dell’esposizione; in questo lavoro appare una immagine fissa del fiume: si ode e si vede l’acqua nel suo scorrere continuo, sassi che cadono nell’acqua e la voce di una bambina che chiede dove andranno a finire queste pietre. In un loop incessante, l’immagine si oscura e si sente lo scrosciare della pioggia; riappare il fiume ed il suono della pioggia si fonde con quello del fiume; l’immagine si oscura nuovamente e si ode il rumore del mare che a sua volta si fonde con quello del fiume quando l’immagine fissa sul Segre riappare.
Completano la video installazione una serie di piccoli tavoli bianchi che hanno sulla loro superficie una impronta di bambino/a all’interno della quale vi sono elementi del territorio e della iconografia infantile.
Nella seconda sala, Massana ha realizzato un’altra installazione intitolata -Corpo e anima-, dove la disposizione a forma di uovo di differenti lettere stampate sulla terracotta, cerca riferimenti simbolici con questo elemento con grandi richiami alla mandorla gotico-romanica, e trovando contrapposizione e confronto nella inclusione, a lato dell’uovo, di un orsetto posto sopra un libro; simboli quindi di primario e profondità, di spiritualità e materialismo.
L’esposizione continua in un altro spazio con opere su carta con richiami alle pagine di un libro. Le opere, dal titolo -Una piccola parte della storia- I, II, III etc., presentano pezzi di ceramica, sassi, fossili come elementi di un paesaggio evolutivo dove perennemente rimangono resti che ci parlano del passato.
Infine nella sala piu’ grande verranno posti lavori di grande formato su tela e su tavola. Spiccano opere bianche con abbondanza di sfumature come -Tirare un sasso nel fiume e vedere se arriva a Napoli- (150 x 300 cm.), dove appaiono radici che nascono da un’anfora e si confondono con la stessa, sassi del fiume Segre insieme a pietre di natura lavica del Vesuvio. Quest’opera, come molte della serie, rivela un progetto del supporto come elemento oggettivo. In una certa maniera sono come gli altari di marmo che contengono reliquie nascoste e dove si depositano oggetti, scritti, riflessioni, simboli, ex voto etc.
Un’altra opera di grande formato e’ -Presenze- (150 x 270 cm.) dove le radici tornano ad apparire come elemento di memoria, questa volta in una forma delimitata, come se si trattasse della pianta di una casa. Un pezzo di corteccia con il suo tronco e con la immagine archetipica di una casa, ci rimandano al significato di territorio e del ciclo della natura. Elementi differenti come biglie e coralli ci rimandano a questo viaggio immaginario che propone l’autore, dall’infanzia alla maturità, dal passato al presente, dal fiume al mare.
Le stesse opere visibili al Pan, e altre di formato piu’ ridotto, saranno esposte presso Il Torchio di Milano, che da anni e’ la galleria di riferimento in Italia di Joanpere Massana.
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