Arte | di Dimitri G. | venerdì 26 giugno 2009, 9:13 AM

ziguline: Cara Mara prima di passare alla stesura delle domande, da bravo apprendista “giornalista”, ho fatto un giro su Google, digitato il tuo nome ed ho trovato un po’ di informazioni che mi servivano. La tua pagina su myspace mi dice che hai 30 anni, sei di Napoli, fai la critica d’arte, scrivi per Exibart, Segno e per finire sei una curatrice freelance. E’ tutto vero? Manca qualcosa? Che ne dici Mara, cominciamo con le presentazioni?
Mara: Sì, ma se t’interessa il gossip devi guardare su facebook! Comunque è tutto vero, purtroppo. Forse dovrei costruirmi un’identità virtuale.
ziguline: Hai 30 anni e sei una giovane critica d’arte, dicci un po’ come si diventa critici d’arte? C’è una scuola per diventarlo? Basta la passione o è necessaria la sempre verde raccomandazione?
Mara: Nessuna raccomandazione fino ad ora. Non escludo che in futuro potrebbe servirmi, anzi, se qualcuno vuol farsi avanti..!
Sembra scontato, ma ho sempre cercato di guadagnarmi ogni cosa soltanto con le mie forze e le mie capacità. Ho studiato tanto e continuo a farlo. Esistono delle scuole specifiche, io però mi ero iscritta a Lettere Moderne prima che deflagrasse la mia passione per l’arte contemporanea. Ho voluto comunque portare a termine quel percorso. Tuttavia già all’università, appena ho capito dove si orientavano i miei interessi, non ho perso né tempo né energie e ho imboccato la strada che mi era più congeniale.
Da allora non mi sono più fermata. In realtà, però, sono dell’opinione che per fare questo mestiere la cosa più importante sia girare il più possibile, sperimentare sul campo. Vedere. Guardare. Osservare. Capire.
ziguline: Da semplice “ammiratore dell’arte”, ho sempre immaginato il critico come un uomo sulla cinquantina, aria da intellettuale, foulard al collo, cappello a falde larghe e sigaro perennemente in bocca (vedi Philippe Daverio). Quando ho visto la tua foto, fatta eccezione per il cappello, devo dire che sono rimasto abbastanza spiazzato. Sono io che ho un’idea distorta del mondo dell’arte, o le “critiche” di professione non sono proprio la norma in questo settore? Tu come sei approdata in questo settore e cosa puoi dirci a riguardo?
Mara: Sì, mi sa che la tua è un’idea un po’ distorta! Non credo affatto di essere un’eccezione. Ci sono molte ‘critiche’ della mia generazione che, tra l’altro, non somigliano affatto a Daverio! Nel mondo dell’arte ci sono approdata per passione e per lo stesso motivo ci resto. Ho iniziato con un Master, poi facendo degli stage e lavorando tra gallerie e strutture museali. Contemporaneamente ho cominciato a scrivere, e dopo qualche tempo ho intrapreso la strada della curatela indipendente. Tutto qui.
ziguline: Come curatrice free-lance avrai organizzato un po’ di esposizioni ed eventi, qual è quello di cui vai particolarmente orgogliosa?
Mara: Sono molto soddisfatta della mostra che ho curato recentemente: Ivy Noise. Per una serie di motivi. Per aver dato il mio contribuito ad una proposta nuova a Napoli, sia perché gli artisti – Daniela Di Maro e Roberto Pugliese – sono giovanissimi e quasi inediti; sia perché la loro ricerca – che fonde visual e sound art – condotta con specificità di competenze di alto livello, è ancora pionieristica, non solo in città, ma in Italia. E, infine, perché ho visto per la prima volta ad un opening – e io ne frequento parecchi – facce nuove e soddisfatte, non soltanto i soliti addetti ai lavori. Questo è ovviamente merito degli artisti e del loro lavoro, che associa al ‘concettualismo’ dell’opera, sebbene complesso, una godibilità immediata, capace di coinvolgere un pubblico ampio ed eterogeneo facendo leva sull’aspetto della percezione plurisensoriale. Però un po’ di lode me la prendo anch’io per aver creduto in questo progetto.

ziguline: Oggi qual è l’artista di cui vorresti curare un’esposizione? E qual è viceversa la prossima esposizione che curerai?
Mara: Non mi piace fare nomi, però m’interessano in modo particolare gli artisti che sperimentano le contaminazioni tra i linguaggi. Mi appassiona il dinamismo nell’arte e detesto le mostre statiche. A tal proposito il prossimo progetto che proporrò in città, ha a che fare con la postpruduzione applicata agli indumenti e con l’idea dello scambio.
ziguline: Passiamo alla tua attività di redattrice per Exibart, cercando sul sito ho visto che a tuo nome ci sono molte recensioni. Raccontaci come e quando è iniziata la tua esperienza per questa rivista, che io tra l’altro apprezzo molto.
Mara: La collaborazione con Exibart è iniziata nel 2007 nel modo più naturale e semplice possibile: ho inviato due articoli di prova e mi hanno selezionata. Exibart è ancora una piattaforma limpida in questo senso, spero riesca a mantenersi tale.
ziguline: Qual è la difficoltà maggiore che incontri nel fare una critica ad un artista? A cosa bisogna stare più attenti? Tu hai un metodo “proprietario” che segui prima di stendere una recensione?
Mara: Bisogna disporsi nei confronti dell’opera senza alcun pregiudizio. Non ho un metodo standard, però preferisco sempre incontrare gli artisti di cui recensisco il lavoro, scambiare due chiacchiere con loro.
Ad ogni modo quando scrivo cerco di essere bilanciata. Ritengo sia buona prassi ‘raccontare visivamente’ la mostra, per offrire, a chi non l’ha vista, l’idea di ciò che è esposto. E poi darne una lettura critica che, ovviamente, è sempre soggettiva, dunque condivisibile o meno. Se non ci fosse questa parte faremmo pura cronaca e, per questo, sono sufficienti i comunicati stampa.
ziguline: Ci sono degli artisti che si sono lamentati per quello che avevi scritto su di loro? In genere quali sono le reazioni alle tue critiche?
Mara: No, mai nessuna lamentela. Anzi, ho sempre avuto dimostrazioni di apprezzamento. Talvolta persino di gratitudine per avere – a detta di alcuni artisti – trasformato in parole dei concetti che essi stessi avevano difficoltà a formulare verbalmente. Tuttavia questo è il mio mestiere, non il loro.
ziguline: Qualche tempo fa sono stato alla fondazione Morra, a vedere il nuovo museo dedicato ad Hermann Nitsch. Ne sono rimasto entusiasta, sia per l’emozionante location vista golfo, sia per la bellezza e la cura con cui è stata restaurata la struttura. Quando vedo questi spazi, mi viene spontaneo pensare che se Napoli fosse tutta così non avrebbe rivali in Europa, purtroppo sono sempre delle mosche bianche anche un po’ troppo nascoste. Tu che ne pensi ?
Mara: La questione è delicata e complessa poiché riguarda un aspetto importante che caratterizza il territorio partenopeo: il fatto, cioè, che qui lo sviluppo e la diffusione dell’arte contemporanea è stata per decenni e continua ad essere, in gran parte, appannaggio dell’iniziativa privata. Se si sono raggiunte punte di eccellenza lo si deve principalmente a chi ha investito e continua ad investire, in primis, di tasca propria. E, in un posto come questo, non sono in molti quelli disposti a ‘rischiarsela’. Certo, oggi a Napoli vantiamo la presenza di due spazi ‘pubblici’ dedicati al contemporaneo. Pubblici in quanto finanziati col denaro ‘pubblico’, ma in realtà, quanto lo sono veramente? A questo punto la faccenda diventa politica, fastidiosa e tediosa, quindi lascio perdere, ché altrimenti m’innervosisco!
ziguline: Consigliaci cinque posti che una persona interessata all’arte dovrebbe vedere quando viene a Napoli? (se ne hai di più tanto meglio)
Mara: Quando viene a trovarmi qualcuno mi piace portarlo in giro per il centro storico, il luogo che sento più ‘mio’ in assoluto. Tra vicoli e vicoletti mi sento a mio agio e mi diverto a fare un po’ da cicerone. Immancabili una puntatina alla Chiesa del Purgatorio, in particolare al piccolo e surreale cimitero sotterraneo, una visita al ‘Cristo Velato’ del Sanmartino, nella Cappella di San Severo e al Pio Monte per godersi lo spettacolo caravaggesco de ‘Le Sette Opere di Misericordia’. Spostandosi dal centro, ma solo per i più tenaci, non si può non vedere Capodimonte: assicurata indigestione di antico e moderno più un piccolo assaggio di contemporaneo. Per questo, invece, vale la pena di munirsi di cartina e fare il tour per gallerie, magari organizzandosi ‘a zona’. Certo, non tutte ripagheranno la fatica! E poi il MADRe.. la collezione permanente è discreta e, se si è fortunati, è possibile beccare qualche interessante mostra temporanea. In caso contrario, anche solo gli affreschi restaurati nella Chiesa ‘vecchia’ di S. Maria Donnaregina, (accessibile solo dal cortile del Museo) valgono il costo del biglietto. Ma Napoli è questo e molto altro ancora..
ziguline: Immagino che gran parte del tuo tempo lo trascorri scrivendo, organizzando eventi, andare per mostre. Ma nel tempo libero cosa fai? Quali sono dei locali che a Napoli frequenti maggiormente e che consiglieresti a dei giovani turisti?
Mara: Non ci sono dei luoghi che frequento abitualmente, a parte qualche localino a cui sono ‘affettivamente’ legata e dove mi piace, per abitudine, incontrare gli amici per un caffè o un aperitivo. Preferisco lasciare il mio tempo libero all’improvvisazione, l’importante è stare in buona compagnia.
ziguline: Va bene Mara, prima di salutarci volevo chiederti un’ultima cosa, sicuramente ci sarà stato un’artista le cui opere, diciamo così, ti facevano letteralmente schifo. Cosa avresti scritto se fossi stata costretta a recensirle?
ziguline: Hai toccato un tasto dolente. A volte con i colleghi ci confrontiamo su questo argomento. Stroncare o non stroncare? Questo è il problema! In linea di massima la costrizione non esiste, perché di solito scelgo io le cose di cui voglio occuparmi. Se proprio fossi obbligata a scrivere di un artista il cui lavoro mi fa ribrezzo, direi ciò che penso, con eleganza ma senza remore. Ma il vero dilemma si pone quando la recensione negativa è indirizzata a qualcuno a cui tieni personalmente. In questo caso, forse, userei il tipico trucco del redattore ‘diplomatico’ che consiste nel mantenersi sul descrittivo, evidenziando il più possibile ciò che c’è di buono, perché, come dice un mio caro amico: “c’è sempre qualcosa da salvare”. Poi, però, gli parlerei a quattr’occhi!
Ciao e speriamo che qualche volta tu voglia scrivere un pezzo per ziguline, ovviamente a te la scelta del tema.
Per saperne di più myspace.com/maradefalco
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