lazio | di Redazione | giovedì 1 ottobre 2009, 11:59 PM

Di se stessa ama ricordare quando, ancora piccolina, le era interdetto l’accesso alla camera oscura dove il papà sviluppava negativi amatoriali. Chiara Caprasecca avrebbe scoperto la passione per la fotografia molti anni più tardi, grazie a insegnanti che hanno saputo cogliere il suo talento anticonformista e sperimentale. Dopo intensi studi autodidattici l’approdo al Centro Sperimentale di Fotografia di Roma, fino a questa personale “Proiezioni Materiche”.
La vena sperimentale di questa giovane fotografa romana (classe 1984) si esplica al meglio negli scatti che danno ispirazione al titolo per questa personale: il senso immediato di straniamento per la visione delle figure (di primissimo acchito comprensibili quanto ingannatrici) che mettono invece in discussione le capacità interpretative dell’occhio.
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