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71 Omini nella mia testa

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Inizierei con una bella presentazione dell’ospite di oggi, chi o cos’è Omino71?

 

Omino71 è un collettivo di artisti, 71 appunto… chi pensavi facesse veramente tutte quelle cose? Sticker, poster, stencil, disegno, pittura, mosaico, esposizioni, eventi, etc. fanno tutto loro, sono piccoli piccoli, omini appunto, stanno tutti nella mia testa, ma non stanno tanto stretti, ho un bel capoccione!

omino_71

Sto notando che lo stickering in questi ultimi anni sta andando molto di moda, i cosidetti happening ormai non si contano più, numerosi locali condiscono le loro serate con pseudo performance, addirittura le aziende ricorrono ai vostri linguaggi comunicativi per promuovere i propri marchi. Non è che da movimento artistico “underground”, che ha sempre lavorato lontano dai riflettori, stia diventando un fenomeno commerciale che rischia di perdere la sua autenticità?

 

Sarà che non mi invitano mai, ma veramente ci sono tutte queste performance per locali? In Italia? La cosa mi stupisce un po’, allora con STICKMYWORLD siamo stati proprio bravi (il merito lo dobbiamo dividere alla pari con gli altri membri del team: satoboy, NoBrain, Gianzo e Cut&paste), perchè il suo successo pensavo che fosse proprio dovuto al fatto che di eventi di questo tipo ce ne fossero veramente pochi, anzi pensavo che lo stickering fosse una delle correnti della street art meno considerata nel nostro paese, che invece è molto avanti in altre varianti, prima su tutte quella del poster. Per quanto riguarda la seconda parte della domanda niente di nuovo e su questo aspetto ho avuto già modo di esprimere la mia opinione in passato: uno sticker è un medium talmente “democratico” che consente a chiunque con un po’ di iniziativa di avere un pubblico per sentirsi artista, diffondere un messaggio, ottenere visibilità o solo pubblicizzare un prodotto, rappresenta quindi un punto di convergenza di persone molto diverse tra loro per background, finalità, interessi, budget, nonchè capacità artistiche, tecniche e di distribuzione, che vede coinvolti “street-artist”, pittori, illustratori, designer, guerriglieri del marketing, fotografi, poeti, pubblicitari, aziende, etc. insomma un mondo molto eterogeneo nel quale il confine tra “arte” e “prodotto”, tra “artista” e “azienda”, tra “propaganda” e “pubblicità” è molto labile e spesso volutamente confuso, quindi cos’è poi questa sticker art?

Il primo sticker non si scorda mai, sono curioso di sapere qual’è stato il tuo e dove lo hai attaccato?

 

Tutto dipende da quello che veramente vuoi sapere, nel senso se vuoi sapere qual’è la mia prima “opera” su adesivo che ho realizzato e attaccato devi andare molto indietro nel tempo, perchè ho sempre amato scarabocchiare con i pennarelli sulle figurine o sugli adesivi commerciali e attaccarli in ogni dove, soprattutto sugli autobus, ma ero veramente piccolo, teppista, kitch e privo di qualsiasi connotazione pseudo-culturale. Se invece vuoi sapere quando ho realizzato il mio primo sticker in maniera “consapevole” dobbiamo risalire al 2003, non ero nemmeno “omino71” ma una semplice “M” quando realizzai il mio primo stencil (e non sapevo nemmeno di farlo), uno sguardo sottotitolato “mefisto” riprodotta in serie su carta da parati adesiva e attaccata sopra i manifesti pubblicitari, sovrapponendo il mio sguardo a quello dei personaggi.

Nel mondo del writing immagino che tra le varie crew esiste una sorta di rivalità per cui ognuno ha le sue zone, spesso qualcuno invade gli spazi degli altri in segno di sfida e roba del genere, raccontaci un pò come funziona il vostro mondo.

 

Questa domanda tradisce un grosso equivoco di fondo e cioè conosciuto un mondo (quello del writing) si vuole indagare ogni altra realtà con la stessa strumentazione, ma non è così che funziona. Non esiste un mondo degli sticker artist, chi fa sticker fa anche altro, dovresti risalire al motivo per cui si realizza uno sticker per capire se esistono uno o più mondi o se non ne esiste nessuno se non come sotto insieme di un altro mondo: gli stessi writer producono sticker, chi fa stencil può farlo anche con gli sticker, chi fa poster (che poi non sono altro che sticker giganti attaccati con la colla) fa sticker, chi realizza toys fa sticker, chi fa magliette fa sticker, chi ha qualcosa da pubblicizzare fa sticker, chi ha qualcosa da vendere fa sticker, ziguline fa sticker, etc. Per quello che mi riguarda l’unico aspetto tipico che vedo è che quando si ha il piacere di giocare con questi oggetti prima o poi si finisce per fare una bella combo, cioè una composizione di più sticker ricevuti da più autori, magari arrivati via posta dall’altra parte del mondo, quindi siamo lontani anni luce da logiche di pipì per segnare il territorio. Viceversa se usi lo sticker per diffondere la tua tag ragionerai con le stesse logiche di quando lo fai direttamente con la bombola o col pennarello, non è il medium sticker a differenziare il tuo approccio alla strada.

 

Quanto tempo dedichi alla tua attività artistica e quali sono gli “impegni” tipici di uno sticker artist.

 

Il mio lato “A” lavora il giorno e manda avanti la baracca (mi compra anche i pennarelli), il mio lato “B” è quello artistico e si diverte tutta la notte ficnhè non sopraggiunge morfeo. Non ho impegni “tipici” altrimenti mi sentirei di timbrare un secondo cartellino.

Se per assurdo dovessi scrivere un manuale per il “perfetto sticker artist” quali sarebbero secondo i primi passi da cui iniziare e le regole da rispettare?

 

Non riesco a rispondere a questa domanda perchè, come già accennato, non penso esista la figura dello sticker artist, meno che mai “perfetto”. In ogni caso l’unico consiglio che mi sento di dare a chiunque voglia usare la strada per esprimersi è di agire sempre con buon senso.

 

Per la serie facciamoci un pò di nemici, facci la classifica dei 5 sticker artist italiani che apprezzi di più e poi se possibile i cinque che non sopporti assolutamente.

 

Già se fai una lista dei 5 più bravi ti sei fatto una marea di nemici, cioè di tutti quelli non mensionati, quindi risponderò a modo mio. Più che gli sticker artist (se mai esistessero) che apprezzo di più, posso segnalarti quelli che sono riusciti ad affermarsi nella loro scena, da Roma non posso non citare Uno e gli StickHeads ma si vedono parecchio anche NoBrain, Sparla e Sone; da Salerno gli onnipresenti Satoboy; da Firenze il cosmopolita Oh No John!; da Termoli il giovanissimo 999; dalle marche Blotto; da Benevento Biodpi… e poi ci sono i mostri sacri della street art italiana come i membri milanesi della TSO (Orticanoodles e Zibe in testa) che non hanno mai smesso di diffondere sticker, poi ci sono quelli particolarmente belli ma meno diffusi, vuoi perchè non ne fanno più da tempo (vedi la TTS di Roma, quando JbRoCk e Diamond erano ancora con Lucamaleonte, difficile credere che qualcuno possa fare di meglio in futuro), vuoi perchè sono produzioni molto limitate come quelle fatte a mano da Alicè, Mr.Klevra o # (si legge “cancelletto”). E tutti gli altri che comunque mi piacciono non si offendano, se non li ho citati è perchè li reputo più forti in altri campi o perchè non me ne sono ricordato.

Per quanto riguarda quelli che non sopporto me ne vengono in mente almeno tre: “Svuoto Cantine”, “Sgomberi” e “Traslochi”.

Domanda forse banale, qual’è il sogno, l’obiettivo, l’ambizione di ogni street artist?

 

Penso di averti già risposto quando ho affermato che non esiste la figura dello street artist

 

Ora dicci qual’è il tuo?

 

Strappare un sorriso al passante stressato.

 

Quali sono i locali/luoghi che frequenti più spesso nel tempo libero e che genere di serate preferisci trascorrere quando non sei ” artisitcamente impegnato”?

 

Sono uscito fuori dal tunnel del divertimento.

 

Esiste un tempio degli sticker artist, il vostro luogo di culto per eccellenza ?

 

Ma le scrivi da solo le domande? Però colgo la palla al balzo: certo che si! Il Rising.Love, a Roma in Via delle Conce 14, in particolare domenica 22 marzo a partire dalle ore 19, chi vuole saperne di più deve venire e non c’è dubbio che sarà una serata indimenticabile, però niente sticker stavolta, toccare con mano per credere.

 

A chi appartiene il volto del bambino che ormai rappresenta la tua icona e com’è che hai scelto proprio quell’immagine?

 

A Omino71 e a chi altri sennò? Citando una recensione “L’immagine-simbolo di questo artista è un bambino, con un dito gocciolante di vernice e che con stupore esclama “era tutto contenuto in questo mio dito?”. Rappresentativo di come quest’arte sia in continuo divenire. Un piccolo-uomo bambino che rappresenta il suo alter ego: una continua reiterazione del sè, che si presenta sempre sotto nuove sfaccettature e nuovi ambiti. Un piccolo uomo-bambino alla continua ricerca di spazi, non solo fisici, come nell’urbe, per manifestare la “sanguigna” street art, ma anche spazi mentali, ricercati e rappresentati da cambi cromatici e di sfondo, con un poscapen, in grado di dare particolare risalto anche al non colore.” Hai capito si? Mica pettiniamo le bambole! ;)

Qual’è il miglior complimento per un artista che lavora con gli stickers?

 

Come sopra.

 

Qual’è quello che tu vorresti ricevere?

 

Come sopra, sentirmi dire che ho fatto sorridere qualcuno.

 

Ci potresti elencare tutti gli indirizzi dove poter trovare le tue opere, così magari le copriamo con i nostri adesivi ziguline. ; )

 

Allora vai a Theran, poi passi per Tel Aviv, sali fino a Napoli, passi per Salerno, ti fermi un pò a Roma, passi per Teramo e risali per Firenze, sali fino a Milano, poi fai avanti e indietro da Venezia e Torino, vai a Parigi, svolti per Barcellona, risali per Madrid e vai fino a Lisbona, torni indietro e ti fai un giro per Londra, Manchester, Glasgow, Belfast, Dublino, ritorni sulla terra ferma e fai Copenhagen, Amsterdam, Berlino, Bonn, Essen, Monaco, risali fino a Helsinki dopo una breve sosta per Vilnius e Riga, salti l’oceano e ti fai Ottawa, Montreal, Membina, Seattle, New York, Miami, San Francisco, Los Angeles, Boston, New Orleans, Philadelphia, poi scendi Città del Messico, Città del Guatemala, San Josè, Managua, Quito, Lima, passi per il Brasile (e lì non so nemmeno quante sono i posti talmente sono tanti), fino a Punta Arenas, dove finisce il cile, dall’altra parte non ci sono ancora arrivato, ma non lo so se i pinguini sono interessati alla cosa. Poi qualcosa è arrivata anche in Malesia e Cina, ma non so precisamente dove. Quanti adesivi hai detto che hai?

 

Muchas Graciàs!

 

A te per la pazienza!

Dimitri Grassi

scritto da

Questo è il suo articolo n°321

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