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Al Monk estetica elettronica di altissimo livello per Manifesto Festival 2018

Manifesto 2018 è la terza edizione della rassegna di musica elettronica e di arti visive del Monk, storico club romano. Con questa nuova edizione, il festival appaga appieno il pubblico assetato di show di alto livello internazionale che aspetta con ansia di assistere a un evento completo, uno di quelli che fa alzare il naso all’insù per buttare gli occhi sugli schermi e i visual ammalianti, mentre si perde nelle atmosfere uniche di Alessandro Cortini, per esempio. Manifesto è realizzato in collaborazione con il collettivo creativo Manifesto delle visioni parallele che ha le mani in pasta nell’arte contemporanea e porta al Monk due giorni di performance audiovisive, dj set e live su due palchi, dove ci si darà il cambio col ritmo giusto.

 

Nosaj Thing

 

Il festival apre i confini del mondo con un programma stilosissimo, infatti, venerdì 23 marzo arriva con il suo laser show, Nosaj Thing, producer americano di origine koreana. Lo scorso anno al Sónar era salito sul palco con l’artista visivo Daito Manabe, dove avevano combinato alla perfezione elementi dance, un design stilistico sorprendente, renderizzazioni istantanee di realtà con un video set live mastodontico, probabilmente quello più emozionate dell’ultimo Sónar.

La stessa sera, Alessandro Cortini presenta il suo ultimo lavoro, Avanti. Questo compositore e produttore di Forlì, trasferitosi negli USA da tempo, ha una preziosa carriera tra le mani essendo un membro dei Nine Inch Nails con i quali ha lavorato per quattro anni, in tour e in studio, ed essendosi dedicato al suo progetto solista con un’estetica elettronica luminosa. Inoltre, il suo ex collaboratore, nientepopodimeno che Trent Reznor, ha fatto sapere di aver decisamente apprezzato l’album. Sempre nella serata d’apertura: Indian Wells, Bruno Belissimo e Rhò (nell’Official Release Party).

 

Omar Souleyman

 

Iniziate a scaldarvi e a sciogliere le gambe per sabato 24 marzo, perché direttamente dalla Siria arriva il fenomeno Omar Souleyman con la sua versione elettronica della dabka, la tradizionale musica mediorientale che sul suo palco diventa una festa incredibile.

E ci sono ancora grandi nomi apprezzati a livello internazionalo come Ninos Du Brasil e i Go Dugong (anche loro qui per l’Official Release Party), John Montoya e Valerio Delphi (di Tiger & Woods per intenderci). Un weekend immersivo, di emozioni rarefatte e visionarie, è all’orizzonte. Gli animi caldi della dance apprezzeranno le melodie e troveranno beat per i loro denti dentro ogni performance.

 

Go Dugong (artwork di DEM)

 

È bello quando Roma si immerge nella natura artistica della musica, compiacendo così tanti utenti calorosi e interessati. È bello quando Roma riporta il suo nome sulle bocche di tanti artisti stimati, riavvicinandosi al pubblico che vuole vederla importante nel mondo della cultura e per farlo non basta più il solito grande guest per una classica club night, al Monk l’hanno capito bene. Daje.

Manifesto | sito – facebook

Manuela Maiuri

scritto da

Questo è il suo articolo n°48

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