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Collettivo Fx e il tour pittorico Dietro ogni matto c’è un villaggio

Lo scorso 5 novembre Collettivo Fx ha intrapreso il suo ennesimo viaggio all’insegna della street art che questa volta mirava a conoscere volti, storie e identità. Dietro ogni matto c’è un villaggio nasce con l’idea di raccontare attraverso il “matto” del villaggio, il villaggio stesso e lo fa in 16 tappe diverse, ognuna con la sua storia e il suo turbinio di eventi. Con la scusa della street art questo viaggio ha portato Collettivo Fx in 16 città diverse partendo da Bolzano e approdando a Marsala, dove purtroppo la tappa de La Pupa è saltata, e passando per Palagano (Mo), Cotignola (Ra), Cesena, Pesaro, Jesi (An), Castiglione Messer Raimondo (Te), Napoli, Bonito Irpino (Av), Ariano Irpino (Av), Grassano (Mt), Cosenza, Messina e Mazara del Vallo.

 

 

Personalmente ho ospitato il collettivo ad Ariano Irpino dove insieme abbiamo dato vita a un ritratto di Sant’Ottone Frangipane, il patrono del paese che si è rivelato essere il più “matto” di tutti i personaggi che avevamo preso in considerazione. Dopo tante peripezie siamo riusciti a portare a termine la  12esima tappa con successo e la ripartenza per la meta successiva ha lasciato tante riflessioni aperte che abbiamo voluto concretizzare in un’intervista. Cosa ha lasciato a loro e cosa loro hanno lasciato ai villaggi, quali sono state le difficoltà e com’è stato accolto questo progetto controverso in un paese ancora tanto legato al passato, passato che come scoprirete a volte viene negato? Collettivo Fx sta già progettando un nuovo tour, è praticamente inarrestabile.

 

Hans Cassonetto, Bolzano - tappa 1

 

Ciao Collettivo Fx, parlateci del progetto “Dietro ogni matto c’è un villaggio”, di come è nato e di quali sono gli obiettivi principali.

 

Il calcolo fa più o meno così: se si pitta per strada si fa attenzione a chi c’è per strada. E da sempre che le persone più presenti per strada sono i matti del paese. Loro trascorrono la maggior parte del tempo lì, in mezzo alla gente, e in mezzo a un bel po’ di dinamiche reali. Se si è attenti alla strada, si è attenti a chi c’è lì e, inevitabilmente, si finisce dai matti. Insomma un argomento inevitabile se si vuole stare in strada a parlare di strada.

 

Genesis, Mantova, tappa 2

 

Il vostro viaggio è cominciato da circa un mese, come avete vissuto quest’esperienza tenendo presente che, a differenza di altri, avete portato avanti un progetto con risvolti spesso controversi?

 

Eravamo pronti alla complessità, alle polemiche, all’arroganza e all’ostilità e quindi abbiamo vissuto bene ogni parte del viaggio, anche quelle negative. Quello che non stiamo vivendo bene è il post-viaggio perché non riusciamo a rendere utile tutto il materiale che abbiamo raccolto. Non avevano considerato che entrare così tanto nella “normalità” significava raccogliere situazioni così complesse e grosse, che non si possono contenere nel piccolo spazio di una foto e un post sui social. Insomma abbiamo la sensazione di sprecare molto materiale.

 

Oreste, Palagano (MO) - Tappa3

 

Quali sono le tappe che vi hanno segnato di più?

 

Più che una tappa è stata una situazione che ci ha seguito per buona parte del tour: le paranoie e i pregiudizi, di persone “normali”. Le problematiche delle persone “perbene” ci ha segnato maggiormente non tanto perché ha turbato l’andamento del tour, ma perché spesso sono problemi non diagnosticati perché coperti dal “perbene” e quindi non affrontati ma con conseguenze pesanti sulla vita sociale.

 

Il Gori, Cotignano (Ra) - Tappa 4

 

Ad Ariano Irpino, nella realizzazione del dodicesimo muro abbiamo avuto qualche problema tecnico. Ad Ariano la parola “matto” è stata interpretata in modo molto negativo e non ci è stato possibile realizzare l’idea iniziale, Rosetta, né tantomeno la scelta di un secondo personaggio, l’Avvocato. Cosa pensate di questa tappa? Da dove credete siano nate le difficoltà?

 

Dietro ogni matto c’è un villaggio – ma si potrebbe aggiungere – e in mezzo c’è la famiglia. Aver scelto l’Avvocato al posto di Rosetta nasceva da alcuni pregiudizi del paese ma era soprattutto una scelta del paese: infatti gli arianesi hanno voluto l’avvocato perché un personaggio particolare che loro hanno amato e sostenuto. Il veto all’avvocato è stato posto dal parente colto che sta lontano, in città. Se l’avvocato raccontava i suoi aneddoti epici, tra realtà e fantasia, anziché nel bar di Ariano in un bar di una grande città che reazione avrebbe riscontrato? Sarebbe diventato amico e amato da tutti oppure avrebbe avuto problemi e una considerazione diversa? Non sappiamo la risposta a queste domande, ma se si da peso all’importanza del villaggio quantomeno queste domande bisogna porsele.

 

Birimbo, Cesena - Tappa 5

 

Cosa potete dire di aver imparato da “Dietro ogni matto c’è un villaggio”? E, cosa credete di aver dato alle città in cui siete andati a dipingere?

 

Intanto abbiamo visto un’Italia da nord a sud superinteressante. Diversissima per certi aspetti, ma quando si tratta di accogliere le persone e raccontare una storia si fanno tutti in quattro, da Bolzano a Marsala.
Abbiamo imparato ad ascoltare e mandare a cagare. Ascoltare senza per forza avere un opinione e mandare a cagare chi ha un opinione su tutto. E funziona.

 

Ciclon, Pesaro - Tappa 6

 

Negli ultimi tempi si è persa la tendenza a lavorare in sintonia con il territorio e con i fruitori della proprie opere, per passare a un approccio più mediatico e in stile “catena di montaggio”. Alla luce di questo, come credete sia stato percepito finora questo progetto dalla stampa e dagli altri artisti?

 

I fruitori sono sempre più i collezionisti attraverso il mercato della street art e quindi è inevitabile che il muro nel territorio sia in funzione di un quadro da appendere in casa di qualcuno.
Da parte di altri che dipingono c’è stato un bellissimo interesse del viaggio con pittata e racconto di storie; speriamo sia un metodo che si diffonda perché per quanto sia complesso è una botta di energia incredibile. La stampa locale e nazionale ha percepito il progetto raccontandolo spesso con entusiasmo.

 

Bruno Cartò, Jesi (An) - Tappa 7

 

Qual è il prossimo progetto itinerante di Collettivo Fx?

 

Stiamo lavorando insieme a Julieta Xlf di Valencia ad un viaggio dedicato alle streghe in Spagna, Francia e Italia. Vogliamo raccontare chi erano e il ruolo sociale che avevano, evitando di cadere nel leggendario o nel fantasy. Siamo ancora nella fase di ricerca e quindi chiunque avesse storie e suggerimenti su questa tematica li accettiamo molto volentieri.

 

San Francesco D'Assisi, Roma - Tappa 9
O' Barone, Napoli - Tappa 10
Giulio il compagno, Bonito Irpino (Av) - Tappa 11
Sant'Ottone Frangipane, Ariano Irpino (Av) - Tappa 12
Beps, Grassano (Co) - Tappa 13
Totonn 'U Squalu, Cosenza - Tappa 14
Chiarenza, Messina - Tappa15
Uomo Cane, Mazara del Vallo (Tr) - Tappa 16

 

Collettivo Fx | sitofacebookDietro ogni matto c’è un villaggio

Maria Caro

scritto da

Questo è il suo articolo n°450

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