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Comincia Adesso a cura di Stefano Taccone

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Il progetto ha luogo a Napoli, città attualmente e storicamente simbolo del disagio sociale, ma anche delle speranze di riscatto, presso Ventre, un suggestivo spazio eventi ricavato dalle viscere della città, il cui nome, di letteraria memoria, se fornisce repentinamente l’idea del suo radicamento nel contesto partenopeo, rimanda altresì ad una dimensione di profonda immersione nella crudezza del reale. Qui l’artista Matteo Casamassima intende far confluire molteplici esperienze legate al fare creativo. Una proposta che guarda all’arte contemporanea pur non riconoscendosi nella sua forma di sistema, ma che dalle relazioni e dal confronto vuole trarre la sua linfa programmatica.

Alle radici più profonde della crisi mondiale in corso, quelle alle quali nessun analista osa mai risalire, si riferisce Giacomo Faiella, il cui lavoro, in linea con il pensiero patafisica, risulta costantemente teso ad evidenziare il carattere convenzionale di tutti i sistemi umani, additandone le eccezioni in grado di porli in discussione. Essendo già da alcuni anni concentrato sul sistema dell’economia, lo iato esistente tra economia reale e virtuale, balzato in primo piano con la summenzionata crisi, sembra dare più che mai ragione alle sue tesi.
Decisamente la sfera dell’economia reale interessa l’inchiesta-autoritratto di Giuliana Racco sul lavoro precario in Italia. Dal cortocircuito tra linguaggio burocratico di un comune libretto di lavoro, commenti informali dell’artista-protagonista e testi stampati con inchiostro invisibile, come i suoi anni, che documentano i suoi impieghi e le sue residenze legali ed illegali nel corso del quadriennio 2003-2007 scaturisce il senso di crudezza che connota la propria condizione, simile ad altri milioni di italiani ed europei in genere.
Un riferimento ancor più marcato allo specifico del nostro paese, con i suoi noti deficit di democrazia, è presente in Ciro Vitale, che, proprio nei giorni in cui la repressione poliziesca si fa più incalzante nei confronti del movimento studentesco dell’Onda Anomala ed a pochi mesi dal vertice del G8 che si terrà alla Maddalena, costruisce una sorta di bandiera-cenotafio in memoria di Carlo Giuliani. È prettamente in Africa, spesso identificata dall’allora popolo di Seattle, di cui Carlo rimane un simbolo, come la culla di un “altro mondo possibile”, che Giuditta Nelli conduce il suo progetto dedicato ai luoghi impossibili, da superare “nella ri-unione delle diversità dell’umano”. In tale ottica l’arte diviene il luogo privilegiato dell’incontro, della incrementarsi inesausto della rete di relazioni, ma non disdegna la denuncia dello stato di fatto.

Il gran capo

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Questo è il suo articolo n°3455

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