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Debris, Macau: Vhils e José Pando Lucas raccontano una storia

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Il racconto è un mezzo per tramandare la conoscenza ed è quello che hanno usato il regista José Pando Lucas e l’artista Alex Farto aka Vhils nel raffinato cortometraggio Debris, Macau.

 

 

La voce di una ragazza racconta alla cornetta di un telefono pubblico: “We can now send a messagge across the globe in less than one second”. La storia è quella della sua famiglia e di come viveva 20 anni prima e, mentre il racconto va avanti, il telefono diventa un mezzo fisico ma soprattutto un filo conduttore funzionale al paragone tra il modo di vivere in un villaggio di Macao e la “vita moderna”, dove la comunicazione e il progresso hanno cambiato anche l’identità di chi abita quei luoghi.

Diversi sono i messaggi, la nostalgia di casa e l’inarrestabile migrare, che costringe interi popoli a cambiare se stessi e adattarsi. C’è anche la consapevolezza delle proprie radici e l’onore della povertà e dell’ignoranza, concetto riassunto con dolcezza nell’aneddoto: “As a child I can swear, I once saw my granfather to dress up to watch the news, because he wants to be prensentable for the occasion. It’s as he felt he could be seen from the other side of the TV”.

 

 

Il racconto scorre sulle immagini di una Macao enorme, iperpopolata e colorata, moderna ma allo stesso tempo degradata. A fare da padrona in questo contesto, c’è l’arte di Vhils che diventa parte integrante della città grazie alla delicata natura dei murales/sculture/installazioni che si integrano totalmente con il paesaggio, descrivendolo a loro volta, attraverso i volti di chi li abita. Il corto è ispirato alla famiglia del regista José Pando Lucas e alle montagne nascoste del Portogallo dove ha vissuto.

 

 

Il bello delle storie, è che partono dal vissuto e spesso possono essere comprese da altri esseri umani che vivono dall’altra parte del mondo, come in questo caso. In conclusione, il principale interrogativo è legato a come il mondo sia cambiato ma, nonostante la velocità delle comunicazioni, sembra che le distanze in fondo non si siano accorciate.

 

Vhils
José Pando Lucas

Maria Caro

scritto da

Questo è il suo articolo n°440

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