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E se da grande mi diventa street artist?

Che succede se due street artist navigati come Diego Miedo e Davide Arpaia finiscono in un piccolo paesino di provincia nel cuore dell’Irpinia, chiamati nientepopodimeno che dall’amministrazione comunale, a dare l’esempio ad una trentina di mocciosetti su come imbrattare i muri della propria città, armati di vernici e pennelli, senza farsi sgamare dai vigili urbani? Succede che i mocciosetti in questione cominciano a prenderci davvero gusto e, intuita la potenza diabolica di questo nuovo gioco, non la smettono più di sguazzare con le mani in quei secchi d’acqua colorata e che se non fosse per la presenza ossessiva di mamma e papà avrebbero fatto volentieri a meno di quei fogli di carta precauzionalmente stesi lungo la strada per dare prova del loro talento su qualsiasi cosa passasse loro a tiro.

BO.CA / Bonito Contest Art

Tutto questo è successo all’interno di BO.CA, lo scorso fine settimana, una manifestazione che ci ha letteralmente commosso per il coraggio e forse l’incoscienza dei suoi organizzatori. Instillare il germe del vandalismo artistico in queste anime innocenti potrebbe avere da qui a qualche anno degli effetti dirompenti che solo un buontempone come il Sig. Davide Ardito (la mente dietro tutto ciò) poteva premeditare. Bene. Se l’esperimento avrà funzionato lo sapremo più in avanti, quello che è certo è che gli allievi del simposio hanno gradito l’iniziativa.

 

Dimitri Grassi

scritto da

Questo è il suo articolo n°319

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