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Festa di Cinema del reale 2009

Si parla di:

Cinema del reale è un cinema ambulante, senza poltrone, senza botteghino e senza effetti speciali che si fa per strada e dovunque. È il cinema che “si fa fuori”, che invita le persone a incontrarsi, a guardare i luoghi dove viviamo, le cose che succedono, raccogliendo memorie e amnesie, luci e ombre.
In questa edizione stra-ordinaria la Festa di Cinema del reale vi invita a volare, cadere e viaggiare nel buio per incontrare: l’ascesa di un partito nato sui sondaggi d’opinione e gli ultimi atti di Tangentopoli; le sofferenze dei migranti etiopi nei viaggi dalla Libia all’Italia; visioni dall’Abruzzo post terremoto; incontri, riflessioni, esperienze in un viaggio lungo il Gange; operai, braccianti e burattini nella Brindisi industrializzata degli anni Sessanta; un prete-insegnante che costruisce una scuola per i baraccati di Roma; volti e territori della Grecìa Salentina; un cantore e le sue capre; magie di luminarie; viaggi lisergici in un’isola delle Eolie; l’arte vista da un non-vedente; cadute in tutte le città del mondo; lampadari che volano in cielo.

Venerdì 7 agosto

Ore 20,30
MUSICA DAL VIVO
Antonio Amato
Uno dei più noti ed apprezzati cantanti-cantori di musica popolare salentina, divenuta voce solista dell’Orchestra Popolare più importante d’Europa, quella della Notte della Taranta.

Ore 21,00
STELLARIO
di Sonia Antonini
(Italia 2009, colore, 5’, Compositing Matteo Marson, prod. Doctor Pixel)
Tratto da un’intima quanto universale ricerca sul luogo di appartenenza e sullo scorrere del tempo. “Casa” come luogo dell’immaginario ed al contempo passato tangibile, un ricordo vivo ed in continua evoluzione, capace di influenzare la forma dell’identità di ognuno.

BRINDISI 65
di Cecilia Mangini
Cineteca di Bologna
(Italia 1965, b/n, 14’)
Le immagini dei volti muti dei capi operai, un tempo giovani braccianti nei campi, sono messe in dialettico contrappunto con uno spettacolo di pupi che racconta la stessa storia di marginalità e ingiustizia sociale, lo stesso sud disperato cui la fabbrica ha comprato anche l’anima.

VISIONI D’ABRUZZO [Work in progress]
di Paolo Pisanelli
(Italia 2009, colore, 16’)
A volte si gira un film in un territorio conosciuto, a volte si fanno sopralluoghi, altre volte si può scoprire un territorio filmando, attraversando luoghi e incontrando persone per caso, accumulando una quantità di sensazioni ed emozioni anche in una sola giornata vissuta con gli occhi vaganti. Le prime visioni e i primi incontri avvenuti in Abruzzo dopo il terremoto del 6 aprile 2009, nell’ attesa di pensare un film che possa ricostruire qualcosa.

Ore 21,45
BOATMAN
di Gianfranco Rosi
(Italia-Usa 1993, colore, 56’, prod. Gianfranco Rosi)
“Il film delinea una mappa di volti, parole e memorie nate a partire da circostanze del tutto particolari. Le storie che racconto sono attraversate da echi interni, riflessioni, esperienze, monologhi, ricordi, immagini e zone d’ombra. Questo film copre quattro anni della vita di queste persone…” (testo tratto da un’intervista al regista). Il film è stato girato in India, sul fiume Gange.

Ore 22,45
NON TACERE
di Fabio Grimaldi
(Italia 2007, colore, 60’, prod. Blue Film – Depp)
Il film racconta la storia di Don Roberto Sardelli che nel 1968 va a vivere con i baraccati dell’Acquedotto Felice nel quartiere Tuscolano a Roma e fonda la “scuola 725”, dove sperimenta una visione innovativa della formazione dei ragazzi.
Nel 2007, don Roberto ha deciso di rincontrare i suoi ex allievi; insieme, come negli anni settanta, per scrivere una nuova lettera ai capi della città per denunciare le nuove povertà e le nuove ingiustizie.”Perché non tacere? Perché il contesto in cui vivevamo era obbligato al silenzio, posto nella condizione di non parlare, di non gridare la propria condizione” racconta don Sardelli.

Ore 23,45
IL CORPO DELLE DONNE
di Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi e Cesare Cantù
(Italia 2008, colore, 23’, prod. Cesare Cantù e Marco Malfi)
Il documentario parla dell’uso del corpo della donna in tv. Gli autori partono dalla constatazione che le donne, le donne vere, stiano scomparendo dalla tv e che siano state sostituite da una rappresentazione grottesca, volgare e umiliante. Da qui l’idea di selezionare le immagini televisive che avessero in comune l’utilizzo manipolatorio del corpo delle donne per raccontare quanto sta avvenendo non solo a chi non guarda mai la tv ma specialmente a chi la guarda ma “non vede”.

Ore 00,15
REPUBBLICA NOSTRA
di Daniele Incalcaterra
(Francia 1995, colore, 78’, prod. Archipel 33)
L’autore racconta in maniera lucida gli ultimi atti di tangentopoli e l’esplosiva ascesa di Forza Italia, seguendo il lavoro dei magistrati del pool “mani pulite”, la prima campagna elettorale di Gianni Pilo, candidato di Forza Italia e di Alvaro Superchi, candidato del PDS. Un film straordinario ed incredibilmente attuale.

Ore 01,45
LE FORMICHE DEL GARGANO
di Antonello Branca
estratto da Tv7
(Italia 1963, b/n, 13’, Rai Tv)
Reportage relizzato per Tv7, la trasmissione televisiva condotta da Sergio Zavoli, dedicato a Monte Sant’Angelo, un paese del Gargano, sceso in piazza per impedire che le porte bizantine del Santuario locale fossero trasferite (temporaneamente) ad Atene. Il servizio racconta le difficili condizioni di vita di un contesto da cui sono emigrati in 4200 su una popolazione di 20.000 abitanti. Esistevano modi di fare televisione con tempi, ritmi e stili narrativi “cinematografici”.

Il gran capo

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Questo è il suo articolo n°3455

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