Vuoi essere informato sui nostri Ticket Deals?
Iscriviti alla nostra newsletter.

* obbligatorio
Close

Il porno senza porno di Elizabeth Moran

Si parla di:

Il porno, in pratica una delle fissazioni principali di buona parte dell’umanità (l’avete sentita la storia dei licenziamenti di quegli impiegati che passavano circa sei ore al giorno e ripeto sei, connessi a siti porno dall’ufficio?) in realtà non è sempre scontato come sembra. A dimostrarlo è l’ultimo lavoro della fotografa californiana Elizabeth Moran che con The Armory ha reso protagonisti quegli spazi tanto snobbati dall’occhio godurioso del fruitore di porno, i loro set. Per farlo, la Moran si è rivolta ai professionisti, che non le si debba rimproverare niente. Il reportage, infatti, è stato realizzato all’interno degli spazi del San Francisco Armory, un edificio del 1912 costruito dalla Guardia Nazionale degli Stati Uniti d’America, che successivamente cade in disgrazia e nel 2006 fu acquistata dalla Kink.com, una delle più grandi produzioni di film per adulti.

ARMORY

La Kink.com è stata fondata nel 1997 da Peter Acworth e prima di essere l’anima del porno contemporaneo ha incarnato una stazione della Guardia Nazionale, una palestra di boxe professionale e un set di Star Wars.

The Armory

Ma veniamo al proposito della fotografa nella realizzazione di queste immagini. Documentare uno spazio privato costruito per lo sguardo pubblico, porno senza porno per dare spazio a un’indagine che permette di osservare come internet abbia modificato drasticamente il mondo del porno e come questo si è evoluto esteticamente nel tempo. Ma il quesito principale resta “il porno può essere lo specchio della società?”, in fondo l’industria del porno crea ciò che gli viene richiesto.

Nelle immagini c’è una continua allusione all’attività ma allo spettatore toccherà immaginare, perché nessun corpo compare. Solo spazi, divani, pareti e nella migliore delle ipotesi gli strumenti per il bondage o dei “costumi di scena”. Eh sì, il fetish e le pratiche BSDM sono le principali leve della Kink.com che dichiara apertamente il suo ideale di diffusione della bellezza della sessualità.

Blue Kitchen

Così che il grosso edificio (circa 500 mq) in stile moresco ci apre le sue porte ma senza permettere di carpire tutta la sua carica sessuale. Il set rimane solo un elemento tra quelli necessari alla realizzazione delle fantasie legate al magico mondo del porno.

Bathroom

Se volete farmi un’idea di come lavorano alla Kink, guardate questo teaser.

Red Curtains

Orange dungeon

Metal ring for dinner

Laundry

Hanging wires

Hanging meat

Girl sculpture

Flipflops

Dark chair

Back lit bed

Bedroom wire

Balloons in context

Elizabeth Moran | sito

Kink | sito

Maria Caro

scritto da

Questo è il suo articolo n°444

Sullo stesso genere:

Community feedback