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Il teatro a casa tua

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“Se la gente non viene al teatro, è il teatro che va dalla gente”: con questa rivisitazione di un proverbio di maomettiana memoria volevo condividere con voi, amici zigulini, il progetto Teatro d’appartamento, alla quale presentazione ho avuto la fortuna di assistere ieri al Bar Abanico di Barcellona. Il progetto gode della direzione artistica del grande Sandro Dieli, della promozione della Associació Catalunya- Sicilia e della direzione, coordinazione e  produzione di Glamourama Studio. Il progetto, che ha per motto “Avviciniamo la cultura a casa tua”, comincerà oggi a far visita nella casa dei barcellonesi che vorranno godere di un’opera di teatro all’interno delle proprie mura domestiche. Il Teatro d’appartamento è secondo il suo guru artistico Sandro Dieli “Un’esperienza meravigliosa soprattutto in un momento difficile come questo, dove anche la cultura, quella vera, stenta a sopravvivere”.

Il Teatro d’appartamento vuole abbattere la distanza fra il pubblico e “l’artefatto culturale” cercando di raggiungere una simbiosi emozionale fra la opera, la sua tensione, il pathos che emana e le emozioni del pubblico. L’idea del Teatro d’appartamento è che si sviluppi in piccoli spazi come domicili particolari che desiderino ospitare l’opera in casa e si finanzi mediante contributi volontari degli spettatori o con il patrocinio di imprese che vogliano vincolarsi con la divulgazione culturale. Sandro Dieli ha voluto portare in terra catalana un’esperienza artistica già presente nei “salotti” di Palermo. Tutto questo si è reso possibile grazie al patrocinio dell’associazione “Catalunya-Sicilia”, il cui obiettivo è quello di incentivare i rapporti  sociali, economici e politici fra due terre ricche di storia e di cultura.

Gli attori che i catalani riceveranno nelle proprie case presenteranno l’opera “Delirio a Due” Di Eugene Ionesco, uno dei principali drammaturghi del teatro dell’assurdo. L’opera, mette in scena una doppia “assurdità “: quella di un rapporto di coppia ormai consumato dagli anni e quello della guerra (si tratta della Seconda Guerra Mondiale) che contemporaneamente imperversa fuori di casa.Il teatro d’appartamento nasce come alternativa al carattere massicciamente massificato della cultura per restituirne il suo più nobile valore sociale, dove il pubblico si sente partecipe dell’opera artistica.

Credo che l’impatto emozionale sia di devastante portata: ormai abituati a convivere con la distanza emotiva da tutto quello che ci circonda, laddove le nostre emozioni devono necessariamente passare il filtro di un tubo catodico o della schermata di un computer, il teatro d’appartamento ci ricongiunge emozionalmente con quell’elemento che permea la nostra quotidianità, ossia la cultura.Insomma, lunga vita al Teatro d’Appartamento!

 

Per saperne di più:  

www.teatrodappartamento.com

 

 

 

 

                                       

Salvatore Cattogno

scritto da

Questo è il suo articolo n°28

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