Vuoi essere informato sui nostri Ticket Deals?
Iscriviti alla nostra newsletter.

* obbligatorio
Close

Inside the Festival | Andrea Esu from Spring Attitude

Terza edizione per il festival romano di musica elettronica Spring Attitude che, a partire da oggi, segnerà l’ inizio della stagione dei grandi eventi musicali per la nostra penisola. Le aspettative sono alte, un po’ per la scelta della line-up ma, soprattutto, per quell’idea di puntare a superare le oltre 6000 presenze dello scorso anno.

Spring Attitude non vuole essere solo un festival musicale, ma qualcosa dal respiro più ampio come già il nome lascia intuire; la scelta di orari e l’eterogeneità dei nomi in scaletta punta a raccogliere anche una fetta di pubblico ben più allargata dei soli appassionati del genere. Tre giorni, oltre 30 producer internazionali in 40 ore di musica allieteranno questo week-end capitolino.

Andrea Esu

Degne di nota le 3 venue scelte per la rassegna: il Museo Maxxi, cuore pulsante della capitale in fatto di arti del XXI sec., l’ Ex Cartiera Latina, spazio industriale rinato dopo una ristrutturazione e infine, il riconfermato Spazio Novecento.

Direttore artistico di Spring Attitude è Andrea Esu, già dj e producer nonché fondatore di L-Ektrica che dal 2002 segna il passo in fatto di nuove tendenze e nella proposta di un sound alternativo nel panorama romano. A lui abbiamo rivolto qualche domanda per darvi idea di quella che da stasera sarà la proposta musicale Spring Attitude.

Ciao Andrea, comincerei con il chiederti da dove nasce l’esigenza di portare a Roma, città di per sé molto vitale dal punto di vista musicale un festival come Spring Attitude?

 

Ciao! Direi che l’ idea di fare un festival anni fa (6 visto che siamo alla sesta edizione) è stata concepita quasi come la naturale evoluzione del lavoro che era nato con la creazione delle serate L-Ektrica. Il progetto L-Ektrica nasceva principalmente come proposta clubbing e col passare del tempo insieme ad altri ragazzi del collettivo è maturata la voglia di allargare sia lo spettro del pubblico da raggiungere sia quello della proposta musicale da offrire. Si è pensato quindi dopo aver maturato un esperienza indoor nei club di creare un festival pop nei contenuti.

Dean Blunt

Durante tutto l’anno le vibrazioni di Spring Attitude sono rimaste vive grazie a una serie di eventi. Qual è lo spirito di queste preview?

 

Sicuramente l’ intero percorso invernale segna il lavoro preventivo per la realizzazione della 4 giorni che parte oggi. Nelle serate messe su nei mesi passati abbiamo testato a livello di club artisti che per un motivo o per un altro non eravamo riusciti a mettere in line-up nelle precedenti edizioni e al tempo stesso abbiamo maturato la sensazione di poter offrire con lo Spring Attitude un tipo di esperienza sonora anche a chi non è un assiduo frequentatore di club o “ambienti elettronici”. Insomma ribadisco il concetto di voler creare un evento dai tratti pop (nel senso buono e ampio del termine ovviamente).

 Kelela

Siete alle sesta edizione ma il festival è già a un livello molto alto, cosa avete imparato dalle precedenti annate e su cosa state lavorando per portare il festival a un livello successivo?

 

L’ anno scorso abbiamo sentito l’ esigenza di crescere e dare una svolta. Devo dire con un pizzico di orgoglio che abbiamo ottenuto gli scopi che ci eravamo prefissati sia in fatto di qualità della proposta offerta e sia nel riscontro di pubblico. Per questo 2015 abbiamo provato a riproporre con la stessa accortezza scelte stilistiche ricercate in fatto di musica ma abbiamo sicuramente anche puntato ad offrie location “istituzionali” immaginando che venue più ricercate potessero segnare un ulteriore step nella crescita della manifestazione.

Clap clap!

Qual è il dettaglio o l’iniziativa del festival del quale andate più fieri?

 

Guarda ti dico davvero senza esitazione che la cosa che più mi ha entusiasmato è stato riuscire ad ottenere la location del Maxxi. Girando per festival europei la cosa che spesso mi colpisce è la perfetta integrazione tra la sperimentazione musicale e le cornici in cui essa viene offerta. Per me il Maxxi rappresenta un luogo bellissimo e perfettamente idoneo a dare a questa nostra proposta musicale lo spazio artistico che si merita. Portare la musica in un luogo d’ arte per me è stato il vero colpo di quest’ anno.

Siriusmodeselektor

Che ruolo hanno avuto le istituzioni nella realizzazione del vostro progetto? Siete stati sostenuti o avete avuto difficoltà organizzative?

 

Abbiamo avuto un ottimo riscontro da parte delle istituzioni, ringrazio in particolare il presidente dell’Assemblea Capitolina Valeria Baglio, l’ assessore alla cultura del comune di Roma e tra gli Pierpaolo Pedretti. Per quanto in Italia è sempre complicato realizzare eventi di cultura sono convinto che il lavoro che abbiamo fatto negli anni precedenti evidentemente ha lasciato il segno è forse è soprattutto per questo che la nostra idea è stata supportata anche a livello istituzionale.

Yakamoto Kotzuga

Organizzare un evento in una grande città come Roma offre certamente più difficoltà che farlo in un piccolo centro urbano, dove creare la giusta atmosfera è più semplice e lo è anche gestire la macchina organizzativa. Come riuscite ad avere successo nella realizzazione del vostro progetto?

 

Noi abbiamo semplicemente fatto la nostra proposta per come l’ avevamo in mente. Abbiamo cercato di ampliare il più possibile il campo d’ azione e ritagliarci spazi più prestigiosi dove offrire la nostra musica. Ognuno di noi ha esperienza nel campo musicale e il ricordo di manifestazioni storiche romane come Dissonanze è stato per noi un banco di prova per cercar di capire cosa portare sulla piazza. Dissonanze ad esempio era un’ ottima rassegna basata principalmente sulla sperimentazione e sui suoni d’ avanguardia. Partiamo da esperienze come queste e cerchiamo di ampliare gli orizzonti osservando anche quelle che sono le dinamiche e i gusti della gente adattandoci ai tempi e alle tendenze. In tal senso a Roma mancava qualcosa che unisse l’ avanguardia alle tendenze e cosi eccoci qua.

Ninos Du Brasil

 

Passando quindi all’aspetto musicale, ci parli delle scelte che vi hanno portato a selezionare gli artisti che compongono la line-up del festival?

 

Come in ogni festival gli headliner sono quelli che saltano subito all’occhio (Apparat, Siriusmodeselektor, Sbtrkt) ma volevamo anche offrire un’ ampia panoramica su realtà musicali che stanno spopolando in giro per il mondo. Un artista come ad esempio Baths è stato da sempre un mio pallino da inserire in line-up e quest’ anno ci sono riuscito. Altri invece li avevamo chiamati per le serate nei club ma siamo sicuri che l’ effetto sarà ancor più coinvolgente nell’ ambito di un festival. Ci sarà tanta afro e tanto hip-hop in questa edizione 2015 perchè credo che sia proprio in questi campi che siano in circolazione le cose più interessanti. Abbiamo poi Clark, Clap! Clap!, il nostro italianissimo Populous e Ninos du Brasil. Un bel mix di sperimentazione e cose che possono piacere anche ad una massa più ampia e meno esperta.

E le location? Si tratta di tre luoghi che rappresentano dei punti di riferimento importanti per la città e per la vostra generazione.

 

Ribadisco che la scelta delle location è stata quasi maniacale per noi perchè volevamo dare il giusto contesto alla manifestazione che vuole essere principalmente un evento di arte prima ancora che solo di musica. Mi piace molto il concetto di portare la muscia nelle sale museali e “invadere” spazi artistici che abitualmente risultano preclusi a eventi musicali di questo tipo.

Del Maxxi ti ho già parlato, La Pelanda & Factory è esattamente il risultato a cui siamo arrivato dopo aver visto un po di festival in giro per l’ Europa ed era a mio avviso un luogo post-industriale perfetto per integrare suoni, visioni e luoghi. Lo Spazio 900 infine è riconfermato come stage per ballare fino all’ alba.

 

 

Per concludere invita i lettori di ziguline allo Spring Attitude!

 

Eventi di questo tipo se ne vedono pochi e sono sicuro che un’atmosfera così non si viva in città molto di frequente. Abbiamo avuto molte prenotazioni dall’estero e questo assicurerà al festival un carattere internazionale con tutto ciò che comporta. Secondo me sarà davvero una bella esperienza per chi ci sarà… e poi quando vi capita!!!

 

Spring Attitude | sito facebook

 

Antonio Cammisa

scritto da

Questo è il suo articolo n°11

Sullo stesso genere:

Community feedback

Buy viagra no prescription