Vuoi essere informato sui nostri Ticket Deals?
Iscriviti alla nostra newsletter.

* obbligatorio
Close

Intervista a Georgia Taglietti, head of communication del Sónar Festival

Abbiamo incontrato Georgia Taglietti, Head of Communication e International Media & PR Department del Sónar Festival, per conoscerla meglio e farci raccontare gli ultimi 25 anni di uno dei festival più amati al mondo.

 

 

Georgia lavora per il Sónar Festival sin dalla seconda edizione. Ne conosce ogni segreto. Ne cura la comunicazione con dedizione e costanza, ma soprattutto, con tanto amore. Mentre negli anni la musica elettronica conquistava spazi immensi, non solo nell’olimpo del pop e del rock, il festival diventava sempre più imponente. Un pubblico di oltre centomila persone, decine di show al giorno. Georgia, col suo team ha sviluppato nuove idee del comunicare, spostando lo sguardo verso l’arte e la tecnologia.

È a capo di Shesaid.so per la Spagna, un network globale di donne che lavorano nella musica e docente di digital communication e pubbliche relazioni per eventi ed enti istituzionali. Con gli occhi che guardano al futuro, i sensi rivolti verso lo spazio, Georgia ci ha raccontato è nato su un grande festival come questo…

 

Sónar 2015 - foto di Ariel Martini

 

Ciao Georgia, siamo curiosissimi di conoscerti. Quello di quest’anno è un anniversario decisamente importante perchè il Sónar fa 25 anni! Tu come lo stai vivendo questo compleanno?

 

Lo stiamo vivendo molto positivamente già a partire da un anno fa, quando i direttori del festival hanno deciso di andare contro corrente e, invece di fare qualcosa di scontato, avviare il progetto Sónar Calling, che poi abbiamo annunciato a ottobre. Siamo dunque partiti con un progetto interessante che rimanda a un immaginario di Sónar del futuro il che, mi ha ispirato molto anche dal lato della comunicazione, per cui devo dire che era già iniziato bene.

Ora siamo molto contenti della risposta pubblico, ma anche della risposta professionale, degli artisti, ancor prima di iniziare! Noi non siamo molto nostalgici, anzi! Però quest’anno sarà sicuramente più emotivo.

 

Kindness - Sònar Village 2015 - Foto di Ariel Martini

 

Anche noi, che frequentiamo il Sónar da sempre, ci sentiamo un po’ come se stessimo festeggiando il compleanno.

 

Esatto! È un po’ una festa per tutti. Per me è sempre difficile rispondere quando mi chiedono di raccontare i momenti più importanti degli ultimi 25 anni. Devo dire che, aver lanciato la musica nello spazio o, in generale, proporre al pubblico ogni volta progetti di comunicazione moderni e vicini all’arte, mi rende soddisfatta e mi aiuta ad essere in linea con il resto dello staff. Adesso, stiamo già lavorando al 2019, abbiamo voglia di chiudere questo 2018 in bellezza e andare avanti!

 

 

Attualmente il Sónar è tra i più importanti festival in Europa, ponendosi come punto di riferimento a livello internazionale e ispirando le line-up di altri festival. Cosa rende questo evento così importante? Cosa ha fatto la differenza nella sua evoluzione?

 

Credo che sia stata innanzitutto una questione di timing. Siamo stati bravi ad azzeccare il momento in cui c’era bisogno di questo tipo di musica. Bisognava affermare la parola “festival” in un modo nuovo, c’era bisogno anche di chiudere il contesto notturno della musica e ampliarlo al giorno.

La formula del Sónar è una formula abbastanza conosciuta ma difficile da riprodurre per il fatto che è un microcosmo/macrocosmo con un particolare equilibrio tra notte e giorno, con due produzioni diverse, due discorsi complementari ma non sempre uguali. E poi, su tutto, il fatto che abbiamo considerato il dj un artista nel 1994 quando in un festival non lo aveva fatto nessuno. Questo è stato probabilmente il fattore che ha sovvertito l’ordine.

 

Chemical Brother

 

Credo che il Sónar abbia influito su tutti gli altri festival, perché ha creato la consapevolezza che il dj poteva avere il controllo di una sala, poteva portare avanti un discorso artistico che andasse più in là di suonare in un club. Tutto questo, prima non c’era. E credo proprio che sia stata quella la formula che ha funzionato meglio.

Poi andando avanti negli anni, la musica elettronica è diventata sempre più rilevante, riuscendo a contaminare tutti i generi musicali e noi siamo stati quelli che l’hanno sostenuta sempre, nella maniera più pura e meno contaminata possibile, in realtà!

 

Justice - Sònar 2017

 

Attualmente, un agente musicale viene al Sónar per ascoltare quello che arriverà nei prossimi 12 mesi anche in altri generi musicali. È quello che fa la nostra forza, riuscire ad essere un punto di riferimento per il pubblico ma anche per i professionisti del settore musicale. Al Sónar il pubblico viene a sentire non tanto gli artisti già affermati, ma quelli che probabilmente influenzeranno i grandi headliner di altri generi musicali nel futuro. Formula vincente, più a lungo termine…