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Intervista corale ai protagonisti di Vedo a Colori 2017

Sono passati diversi mesi dalla conclusione dei lavori per l’edizione 2017 di Vedo a colori, un evento dedicato all’arte urbana che sta cambiando il volto del porto di Civitanova Marche. Nell’arco di circa due mesi, numerosi artisti hanno avuto modo di incontrarsi e realizzare un’opera per la città, sotto l’egida di Giulio Vesprini, artista italiano conosciuto per le sue geometrie contaminate e ideatore e curatore dell’evento.

Come step conclusivo della documentazione di Vedo a colori e, in occasione dell’imminente lancio del catalogo e del documentario conclusivo del progetto, ho pensato di raccogliere l’opinione di alcuni degli artisti che quest’anno ne hanno fatto parte.

 

 

A rischio di spoilerare il contenuto delle otto mini-interviste, vi riassumo che tutti si sono sentiti a casa e hanno apprezzato la libertà di azione che gli è stata garantita e hanno amato far parte di un progetto concreto che sta realmente cambiando la città e trasformando il porto in un luogo vivo e nuovamente sentito dagli abitanti della città.

Se non conoscete Vedo a colori vi consiglio di leggere questo articolo che vi racconta l’intero progetto e, se non conoscete Giulio, potete leggere questa intervista.

 

Opiemme

 

Una donna, Opiemme

 

Il festival

Il punto di forza di Vedo a colori è l’essere la call di un artista ad altri artisti e che Vesprini lo fa per la sua città, senza fondi e con l’aiuto di altri cittadini. Questi sono i presupposti per cambiare i territori. L’impegno personale.

Come ho vissuto Vedo a Colori? Dipingendo sul molo di Civitanova, in un sole di fine marzo, in mezzo al mare, abbronzandomi con Cheko’s (sempre bello rivederlo), Casciu e Crisa (un piacere conoscerli), mentre scrivevo questi versi dell’Aleramo: “[…] Sole, sole! Quanto sole abbagliante! Tutto scintillava, nel paese dove io giungevo […]” (S. Aleramo, Una donna, pag. 28, Milano 1950)

 

Il lavoro

 

Il murale è dedicato a Sibilla Aleramo ed è nato da una richiesta specifica di Giulio Vesprini. I delfini li ho scelti per il rapporto col mare di Civitanova. Il titolo Una Donna, svolazza da sinistra a dx o si irradia dal centro del murale.

“Per aspera ad astra”, è un commento (“attraverso le asperità sino alle stelle”) che vuole raccontare la sua esperienza di vita. Sopra la firma una frase mia, che ben si adatta al contesto del mare “Il vento mi scompiglia i pensieri”.
Dal Delfino in alto a sx a dx, sopra la linea mediana:
il mare era una grande fascia argentea, il cielo un infinito riso sul mio capo,
Dal Delfino in basso a sx a dx, sotto la linea mediana:
Entrava nei miei polmoni avidi di tutta quella libera aria, quell’alito salso: io correvo sotto il sole lungo la spiaggia,
(S. Aleramo, Una donna, pag. 28, Milano 1950)

 

Collettivo Fx

 

Collettivo Fx

 

Il festival

Al porto di Civitanova c’è una questione che riguarda molti di noi, precisamente tutti coloro che mangiano pesce oppure semplicemente pagano le tasse alla Comunità Europea (tramite le tasse italiane). La faccenda è questa: i pescatori italiani possono muoversi entro un raggio di circa 12 miglia, dopo di che, ci sono acque internazionali o di altri stati. All’interno di queste miglia sono in vigore severissime leggi emanate dalla Comunità Europea. Al di fuori tutt’altre leggi, spesso molto più flessibili, fino al caso di Malta dove vigono regolamenti molto flessibili che permettono la pesca in quantità industriale.

Il rispetto delle leggi è compito della Guardia di Finanza che fa parecchi controlli. Il mancato rispetto delle regole prevede sanzioni che vanno da 2.000 fino a decine di migliaia di euro. Un esempio: durante un controllo, pare sia stata trovata nel bagno una crema solare scaduta: 2.000 euro di multa.

La Comunità Europea è a circa 1800 km dal porto, in un palazzo di dimensioni che devono contenere 400 dipendenti con uno stipendio minimo di circa 2.500 euro.

 

Il lavoro

A Vedo a Colori abbiamo fatto tutt’altro che un’opera; ci siamo limitati a dare delle informazioni tramite un illustrazione con didascalie e note in cui abbiamo “vignettato” due soggetti che fanno una serissima riunione per decidere la tipologia di leggi accennate qui sopra.

Ogni riferimento a Karmenu Vella (Commissario Affari Marittimi), politico maltese (dove le leggi marittime sono molto flessibili) è puramente casuale. Ogni riferimento a Joao Aquiar Machao (Presidente Commissione Affari Marittimi), è puramente casuale.

Infine, chi volesse capire se il pesce che mangiamo viene dall’Adriatico (cioè vicino casa e in poco tempo) non troverà una scritta tipo “pescato in Italia” o “made in Italy”, ma un codice, che purtroppo non ricordiamo.

 

Guerrilla Spam

 

Frutti comuni di mare comune , Guerrilla Spam

 

Il festival
La cosa più interessante di Vedo a Colori è il fatto di aver contribuito a cambiare il volto del porto. Adesso anziani e bambini passeggiano per il molo seguendo i disegni, la sera i ragazzini incontrano gli amici e le famiglie nella zona del porto, vi trascorrono del tempo… Questo lo abbiamo visto con i nostri occhi e ce lo hanno raccontato i passanti. Non si parla di riqualificazione ma di riappropriazione di uno spazio. Un non-luogo che ritorna ad essere luogo, grazie (anche) all’arte.

 

Il lavoro
Frutti comuni di mare comune voleva rendere palese il fatto che il mare in cui peschiamo, sia che ci troviamo in Italia, Albania, Egitto o Libia, è sempre (idealmente) lo stesso. I frutti che raccogliamo dal mare e l’acqua che ci bagna è quella del Mediterraneo, culla di grandi civiltà e palcoscenico di innumerevoli drammi. Il muro lo abbiamo dedicato ad Oumar, un nostro giovane amico da poco arrivato in Italia dopo un lungo viaggio, passato anche per il Mediterraneo.

 

Andrea Casciu

 

Uomo pesce, Andrea Casciu

 

Il festival
L’esperienza di Civitanova Marche è stata super, non mancava nulla, ottima gente ottimo cibo e tanto caldo!!! Uno dei maggiori punti di forza dell’evento è la coesione di tante realtà che il grande Giulio ha messo in relazione, dando vita al progetto. Per me è stata una sorpresa, sapevo che fondamentalmente tutto è organizzato a costo zero, anche gli artisti invitati non ricevono nessun compenso, ma ciò non intacca per niente tutto il resto, anzi, tra artisti e organizzatori si crea un grande rapporto, cosa che ora trovi raramente nei vari eventi di street art, o meglio, di arte pubblica, perché Vedo a Colori non è street art un grande progetto di riqualificazione del porto che, grazie a questo evento, ha ripreso ad essere un punto fondamentale per la città.

 

Il lavoro
La mia opera nasce sul posto. Avevo varie idee sul soggetto, poi quando mi son ritrovato al muro, con il mare di fronte, ho deciso di fare questo personaggio marino, un uomo pesce. L’idea è nata perché davanti al muro, dove c’erano sempre tanti pescatori e uno di loro mi ha raccontato la storia di un passante che era stato preso all’orecchio da un amo, il pescatore che lanciava l’aveva preso per sbaglio, così ho voluto ricordare questa storia infilzando un amo nell’orecchio del mio Uomo pesce.

 

Reve Più

 

Pesce RE, Reve Più

 

L’esperienza a Civitanova Marche è stata molto stimolante e rigenerante dal punto di vista umano, fin da subito si è creato una bella atmosfera, già dall’accoglienza si è capito che le persone che hanno creato questo fantastico progetto, sono genuine e questo è un punto di forza da non sottovalutare (il più importante). Simpatia, gentilezza e serietà nel capire e gestire le situazioni è sicuramente una delle cose che ai ragazzi di Vedo a colori non manca.
La mia esperienza è stata molto positiva, mi sono portato a casa una valigia piena di bei momenti e anche i ragazzi con cui ho “pittato” e condiviso quei muri, hanno dimostrato che l’arte di strada sia ancora un’arte necessaria per chi la fa e per chi la vive nel quotidiano su quei muri Gigi e a volte un po’ scrostati.

 

Daniele Geniale

 

Santo Maro pensaci tu, Daniele Geniale

 

Il festival
Vedo a colori è stata una tappa stupenda dove dipingere circondati dall’acqua, insieme agli amici pugliesi di Gods in Love. Il punto di forza dell’evento, per me è stato sicuramente la location, una palette di azzurri e celesti e la sensazione del mare tutto attorno, è un’esperienza incredibilmente ispirante. L’acqua che fluisce, il suo odore iodato e il suono del suo movimento, credo siano il motore più forte per dipingere in totale armonia con ciò da cui si è circondati.

L’ospitalità di Giulio e degli amici di Civitanova è l’altro punto di forza. Quando traspare l’impegno e la filosofia di chi crede in quello che fa, e da questo punto di vista ne so qualcosa per la mia attività di promotore, allora il risultato ottimale è raggiunto. Questo spiega perché per me prima delle varie speculazioni teoriche sui processi di rigenerazione e blablabla, conta soprattutto l’empatia con le persone che mi ospitano.
Il lavoro
Il mio intervento si chiama Santo Maro pensaci tu. Riprendendo la frase dei pescatori devoti a san Marone, protettore della pesca, ho lavorato molto sull’iconografia del santo, di cui si è raro trovare materiale visivo e per cui ho scelto di far interpretare ad un mio caro amico le gesta dell’uccisione del drago marino. Un dono alla città in linea con la rappresentazione del san Riccardo di Andria, scelta fatta per ringraziare in miei concittadini credenti della disponibilità datami durante il Mais Festival. La cosa che piacque molto a Giulio l’ha fatta anche per il suo festival.

 

Riccardo Ten Colombo

 

Riccardo Ten Colombo

Riccardo Ten Colombo

 

Il festival
Vedo a colori è uno dei pochi festival in giro per l’Italia dove è possibile dipingere liberamente. Noi artisti dobbiamo regolarmente fare i conti con amministrazioni comunali che supervisionano i bozzetti prima di dare il via libera all’esecuzione. Una prassi sicuramente importante per una prima valutazione ma, purtroppo, nove volte su dieci, chi prende visione del progetto, ha poca conoscenza dell’arte in generale e in particolar modo dell’arte urbana.
Dipingere per il festival di Giulio è stata un’occasione per conoscere persone capaci e immerse nel mondo dell’arte urbana. Entrare in contatto con l’essenza di questa sottocultura ed arrivare direttamente a chi vive di arte e quotidianamente ricerca e si informa su tutto quello che gravita attorno a questo mondo. Tutto questo è un valore aggiunto importantissimo, un tassello che fa di una manifestazione culturale qualcosa di veramente profondo ed interessante dal punto di vista artistico. Se dovessi riassumere tutto in una parola userei “spontaneità”. Tutto infatti si è svolto in modo semplice, una sinergia tra artisti ed organizzatori che può verificarsi sono in modo spontaneo.

 

Il lavoro
La mia opera è fonte di una riflessione nata dal rapporto uomo/natura. È un dato ormai risaputo che l’inquinamento del mare porta le tartarughe marine ad una sofferenza incredibile, che non si era mai verificata nei millenni passati.

Nonostante tutto questa specie, come altre, cerca di adattarsi ai cambiamenti climatici, trasformando la propria sopravvivenza in una lotta continua contro le alterazioni provocate dall’uomo. La domanda che bisognerebbe farsi è, se e quanto questi animali riusciranno ad adattarsi prima della loro estinzione.

 

Pattern Nostrum

 

Pattern Nostrum

 

Il lavoro
La costante espressiva e l’intento artistico di Pattern Nostrum è creare delle prospettive da cui osservare uno sconvolgimento del contesto urbano preesistente, uno “straniamento” in grado di generare un esperienza sensibile che permetta, trascendendo, il superamento della fisicità grazie una tensione mistica verso concetti di assoluto e misterico.

 

Il festival
L’area portuale di Civitanova Marche accoglie numerose opere prodotte nell’arco delle varie edizioni di Vedo a colori e si presenta come un cantiere artistico in continua evoluzione, uno spazio urbano vissuto quotidianamente, un connubio perfetto tra un “landscape”, su cui progettare uno dei nostri interventi, e un tessuto sociale, con il quale interagire e creare una relazione. Giulio Vesprini oltre ad aver creato e organizzato la manifestazione, è un artista e non solo un “addetto ai lavori”, fa parte realmente della scena creativa contemporanea e possiede la sensibilità, la competenza e la visone necessaria per realizzare questo ambizioso progetto in modo coerente e professionale.

 

 

Nicola Alessandrini + Lisa Gelli

 

Speci migranti #02 - Migrare per sopravvivere è un diritto naturale, Nicola Alessandrini + Lisa Gelli

 

Lavorare all’interno del Porto di Civitanova Marche è stato per me un po’ un ritorno a casa, in territorio nel quale pur vivendoci ho sempre lavorato molto poco. Poter proporre un progetto itinerante come Specie Migranti, pensato e realizzato a quattro mani con Lisa Gelli, in un luogo così fortemente simbolico per quanto riguarda i temi trattati dal muro e soprattutto in concertazione, condivisione e pluralità di linguaggi con tutti gli altri artisti presenti, è stata un’esperienza fantastica. Il Porto in questo caso è realmente un posto di attracco e di partenza, di dialogo e di mescolanza di idiomi e, tramite l’esperienza di Vedo a colori, rivive di tutta la fascinazione simbolica derivante dall’immaginario che si porta dentro.

 

 

Vedo a colori | facebook

Maria Caro

scritto da

Questo è il suo articolo n°444

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