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Jacopo Benassi, fotografo collezionista di ciabatte

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Jacopo Benassi è un fotografo spezzino classe 1970, che ha saputo coniugare diversi linguaggi in un mix assolutamente vincente. L’Autore del recente “Ecology of the image”, pubblicato dall’agenzia pubblicitaria 1861 United, si racconta con la solita schiettezza che lo contraddistingue.

Collabori con magazine come Rolling Stone e GQ, in che modo sei riuscito a veicolare il tuo linguaggio fotografico in un ambito sicuramente più patinato?

 

Io non ho fatto niente! Mi sono ritrovato a collaborare con persone che stimano il mio lavoro e quindi che mi accettano per quello che sono. Carlo Antonelli (Dir. Di RS), Stefano Carminati (Photoeditor di GQ) e Stefania Molteni (Photoeditor di Riders) sono professionisti che sanno leggere la fotografia.

foto di Jacopo Benassi

Ogni tuo ritratto è diretto, istantaneo, senza l’uso di luci ed artifici a parte il fidato flash. Da cosa è nata questa costante?

 

Sergio Fregoso, grande fotografo spezzino da cui ho imparato a leggere l’immagine ancor prima di fotografare, una volta disse che non aggiungo luci a quelle già esistenti, ma che ne emetto una completamente nuova.
L’uso del flash è un’esigenza fisica che in certe situazioni percepisco quasi come un limite.

 

Le tue fotografie parlano anche di sessualità, comunità queer, bear e catalogazioni varie ed eventuali, come reputi questa sorta di frammentazione risputata in forme più o meno hype?

 

Ho usato la fotografia e la uso ancora per fare coming out in tutto e per tutto! Se non ci fosse stata sarebbero stati cazzi! Ho fotografato i travestiti e le puttane ma in realtà sono autoritratti!

 

Ciò che trapela dal tuo lavoro, è che pur raccontando sapientemente il mondo gay, senza alcun tipo di filtro, sembri tirarti fuori dall’aria viziata di qualsivoglia, sopracitata, nicchia. E’ una scelta dettata dall’istinto o meditata?

 

Io non medito, perché le idee dopo tre minuti mi deprimono. Io cammino e scrivo quello che tocco, ma non vedo, sono cieco! Non rifletto, agisco. Amo la semplicità delle persone e la semplicità nel raccontarle.

foto di Jacopo Benassi

Uno dei tuoi personaggi feticcio è Tony Cazzato, cosa ci racconti di questo misterioso chansonnier spezzino e in che modo è entrato in contatto con il tuo lavoro?

 

No, credimi, Tony non è assolutamente un personaggio feticcio. E’ un amico del bar di piazza Brin, Il quartiere dove vivo a La Spezia, Ho solo deciso di collaborare con lui in questa avventura.

 

Oltre Tony Cazzato ed altri personaggi più o meno anonimi, hai ritratto spesso tanti notissimi personaggi – dai mitici Sonic Youth a Nick Cave, da Willy DeVille al guru della no-wave JG Thirlwell, sino a Julie Cruise, autrice del famoso brano colonna sonora di Twin Peaks – in cosa differisce, se differisce, il momento dello scatto quando ritrai un volto noto?

 

Il mio rapporto con la macchina fotografica non differisce in base alle persone che ritraggo, l’unica cosa che cambia è che certi personaggi a volte sono più stronzi di tony. Hahaha!!

 

Da cosa deriva la passione per le pantofole? so che ne hai una vera e propria collezione.

 

Le pantofole sono legate alla mia infanzia. Da bambino le odiavo, Ma la mia iniziazione nel mondo gay è stata scoprire l’eccitazione nel vederle indossare dagli amici! La collezione l’ho venduta ad un feticista di piedi etero per pagare l’affitto di Milano, ma le ho fotografate tutte prima di consegnarle.

Ti ho sentito spesso citare Diane Arbus, cosa del suo mondo ritieni vicino al tuo modo di vivere la fotografia?

 

Ognuno ha la sua storia, la cito perché mi piace il suo lavoro e la sua umanità.

 

Uno dei tuoi scatti più noti è un ritratto di Moira Orfei, ci racconti il tuo incontro con una delle ultime dive di casa nostra?

 

E’ stato un incontro sudato! Io e Gianluca, in arte Miss Q Lee, abbiamo raccontato al suo manager di essere due giornalisti di una rivista gay. E’ una donna molto simpatica e molto truccata!

 

Per chi volesse saperne di più: http://talkinass.tumblr.com/

Guillaume V.

scritto da

Questo è il suo articolo n°2

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