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La ricerca iconografica nel San Sebastiano di Ozmo

Ozmo è un artista, un personaggio interessante e un intellettuale. In questi giorni è al centro dell’attenzione a causa del murale che ha realizzato a Racale, in provincia di Lecce, nell’ambito di Viavai Project. Viavai più che un festival è un progetto più lungo e strutturato che da febbraio ad agosto coinvolgerà artisti di varie nazionalità, i quali porteranno la street art sui muri del basso Salento. I primi tre artisti sono stati Tellas, Ever e, appunto, Ozmo e tutto era filato liscio fino a quando a Racale non è comparso l’intervento raffigurante un San Sebastiano fuori dagli schemi. Infatti, il santo nella classica posa iconografica – quindi nudo con il costato trafitto da frecce e con un’espressione di rassegnata sofferenza – reca alcuni particolari che lo contraddistinguono da quell’immagine classica. I boxer firmati D&G e una serie di fiche e palle da biliardo hanno reso il murale oggetto di discussione per i cittadini di Racale e per stampa nazionale e internazionale. A due giorni dalla conclusione dei lavori e dopo diverse pressioni da parte dell’opinione pubblica (principalmente esplose sul web) e dell’amministrazione comunale, Ozmo ha diffuso un breve comunicato stampa per spiegare il significato del suo intervento. Ma ora parliamo del muro.

San Sebastiano Ozmo per Viavai Project

San Sebastiano è un fico, io ne sono certa, ho avuto modo di appurarlo mentre studiavo per il mio ultimo esame all’università, Filologia romanza. In questo esame ho studiato la vita di alcuni santi e soprattutto, come la storia si plasmi e si modifichi in base all’epoca e soprattutto al volere dell’uomo. Il concetto è un po’ complesso, in pratica, la questione sollevata dalla reinterpretazione del  San Sebastiano di Ozmo è una storia molto vecchia e stravolgere l’immaginario collettivo non è solo interessante ma utile a porsi delle domande. Come dicevo, San Sebastiano è un fico e secondo la mia interpretazione San Sebastiano rimane un fico quindi la raffigurazione non rappresenta un’offesa ma una strumentalizzazione (vedi accezione positiva del termine “strumentalizzazione”). Amo trovarmi di fronte a questo tipo di immagini perché mi sconvolgono. Mi fanno riflettere, mi fanno dubitare e poi, infine, dopo un’attenta riflessione mi danno delle risposte.

San Sebastiano Ozmo per Viavai Project

Ozmo, ha utilizzato quella che è sempre stata un’icona di forza e coraggio e di affermazione dei propri ideali e che oggi è per molti un’icona gay, per invitare le persone a interrogarsi. L’artista ha reso il santo un veicolo per sottolineare alcuni aspetti della società contemporanea, usi e costumi dei nostri tempi influenzati da consumismo e dipendenze. Il muro ricalca il modus operandi dell’artista che lavora adattando le sue idee e il suo stile al contesto in cui si trova. In questo modo da vita a opere site specific influenzate dalle persone con cui entra in contatto e dall’ambiente che lo circonda parlando, senza necessariamente polemizzare, dei problemi di quella terra.

I ragazzi del paese abituati a marchi e loghi hanno trovato l’immagine molto più identificabile e vicina di quella classica mentre gli adulti non l’hanno capita, nonostante, tante rappresentazioni sacre siano molto più succinte di questa, come nel caso del San Sebastiano di Antonello da Messina.

Ozmo04

Ho avuto modo di parlare con Ozmo che mi ha sottolineato quanto poco i media abbiano approfondito la questione e di come gli addetti ai lavori abbiamo snobbato la notizia considerata forse una pagliacciata o uno scandalo di poco conto. Molte persone e molti giornali, infatti, non si sono preoccupati di approfondire i riferimenti di cui fiche e palle da biliardo sono portatori e della realtà pugliese che veniva evidenziata nel muro.

Infine, mi assumo la responsabilità di sottolineare un’interessante analogia tra la vicenda di San Sebastiano e quella di Ozmo, che posso racchiudere nella dichiarazione di Diocleziano nel momento in cui scopre la fede cristiana del santo e da ordine di flagellarlo: “io ti avevo aperto le porte del mio palazzo e spianato la strada per una promettente carriera e tu attentavi alla mia salute…”. Speriamo che l’amministrazione comunale rifletta sulle idee dell’artista e di come abbia fornito uno spunto di riflessione per la popolazione di Racale e non faccia lo stesso con l’opera di Ozmo.

 

Ozmo | sito facebook

Viavai Project | sitofacebook

 

Maria Caro

scritto da

Questo è il suo articolo n°450

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