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Lei si chiama GoGo ed è una Suicide Girl

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Nell’era in cui a momenti anche il Mulino Bianco usa culi e tette (esclusivamente femminili purtroppo) per gli spot pubblicitari, le Suicide Girls si riappropriano del corpo femminile e gli restituiscono bellezza alternativa. Nella mia visione di donna, preferisco essere rappresentata da loro piuttosto che dalle top model da passerella o dalle noiose attrici super rifatte.
SG è una comunità che esiste ormai dal 2001, nasce sotto la spinta di Sean Suhl (Sean) e Selena Mooney (Missy Suicide) con l’obiettivo di “mostrare belle ragazze punk nude” e restituire alle donne il controllo sulla propria sessualità, ma inaspettatamente diventa un fenomeno internazionale con circa 1.000.000 utenti unici a settimana.

courtesy GoGo

Il sito è strutturato in sezioni ad accesso libero e altre esclusivamente a pagamento. A parte interviste a personaggi del calibro di Woody Allen, Chuck Palaniuk, Spike Lee, Korn il sito è composto da un blog ufficiale e da quelli delle ragazze che trattano gli argomenti più svariati, dalla moda, agli stili di vita fino alla musica. Com’è possibile vedere dal sito e come ci ha raccontato GoGo, SG offre nient’altro che fotografie e video di ragazze senza veli discostandosi dal modello classico di bellezza e dando spazio invece a donne molto particolari. Punk rock, dread, tattoo, cosplay, cute, pierced nipples, hardcore sono alcune delle categorie all’interno delle quali vengono classificate le bellezze del sito, ma la caratteristica comune a tutte e che le differenzia dalle fotomodelle convenzionali è il loro essere alternative e con uno stile del tutto personale. Molte sono tatuate, soprattutto su seno e braccia, spesso ornate di piercing o capigliature colorate e non sempre sfoggiano fisici perfettamente modellati. Infatti, spesso si tratta di donne con corpi formosi e con qualche difetto, insomma, sono la rivincita nei confronti delle varie Naomy Campbell e Kate Moss. Le SG rimangono tuttavia un modello di donna che può essere interpretato come predefinito e in qualche modo contestabile, infatti, nonostante siano assolutamente affascinanti e “potenti” sono spesso oggetto di critica. Le critiche arrivano da chi tutte queste storie poco se le fila e preferisce ancora una volta la ragazza acqua e sapone che si incontra la sera al bar sotto casa, per non parlare dei capelli rizzati delle femministe che gridano allo scandalo e alla svalutazione del corpo femminile. Diciamoci la verità, soft o hard che sia, il porno è porno ma a noi davvero non ce ne frega niente, perché fino a quando la donna decide l’uso che vuole fare del suo corpo con il proprio cervello io non sento offeso il mio genere.
A chi si fosse precipitato su quest’articolo con la speranza di sentire racconti scabrosi e succulenti, ahimè devo darvi una pessima notizia, a quanto pare le SG non sono così spinte come appaiono nei bollenti scatti, infatti, GoGo ha risposto alle mie domande con l’aria più candida di un agnellino quindi, come insistono loro stesse, si tratta solo di uno show.

 

Ciao GoGo, partiamo con il capire da dove viene il tuo nome.

 

Da Gogo, la scolaretta ninja di Kill Bill!

 

La maggior parte di quelli che sente parlare per la prima volta di s, pensa che si tratti di pornografia e dal nome deduce spesso che si tratti di qualche diavoleria sadomasochista, associandola sicuramente agli Emo. Puoi spiegarci cos’è Suicide Girls e come funzionano le cose, così da rassicurare coloro di cui sopra?

 

Suicide Girls è un sito web che propone foto pin up (quindi di nudo, ma mai hardcore) di ragazze dalla bellezza “alternativa”, spesso con tatuaggi, piercing o capelli colorati. Questa è un po’ la definizione generalizzata, poi in realtà ci sono più di 2000 ragazze sul sito e molte non hanno neanche un tatuaggio, diciamo che è nato come spazio dove mostrare foto di ragazze che non potevano essere catalogate come bellezze convenzionali, alte bionde e con gli occhi azzurri o supermodelle dai fisici perfetti. Il sito è nato nel 2001 e poi la cosa si è evoluta. Inoltre, funziona come una community web, ci sono parti del sito dedicate esclusivamente a news, cultura, musica.. insomma un po’ di tutto.

 

Immagino che non basti qualche tatuaggio o piercing per essere una SG, dunque quali sono le caratteristiche che contraddistinguono una di voi?

 

Sicuramente la voglia di distinguerci dagli standard imposti dalla società, televisione e affini.

courtesy GoGo

Com’è cominciata? Un bel giorno ti sei svegliata e puff sei diventata una SG o cosa?

 

Sul sito di SG c’è una sezione dedicata alle ragazze che voglio provare a diventare Suicide Girls. C’è un’application da completare con un paio di domande e qualche foto di te. Se allo staff piace la tua application, allora ti arriverà un e-mail proprio da loro dove ti spiegano dove trovare il fotografo più vicino in modo da poter scattare un photoset. Una volta approvato il photoset, dopo qualche settimana di attesa, questo viene pubblicato sul sito, rendendoti così ufficialmente una Suicide Girl.

 

Per te essere SG è uno stile di vita o un lavoro?

 

Entrambe le cose, perché oltre ad essere un SG molti dei miei amici più cari li ho incontrati grazie al sito, quindi spesso la linea di demarcazione diventa un po’ meno definita…

 

Cos’è la bellezza per la vostra community e cos’è per te? Ma soprattutto, qual è la situazione attuale della donna?

 

Certo non posso parlare a nome di un’intera community, forse guardando le foto nel sito potresti farti un’idea sommaria di che cos’è la bellezza secondo SG; ma inoltre i tipi di ragazze sul sito sono così diverse tra loro che anche in quel caso sarebbe complesso riassumere tutto in un solo tipo, in un solo modello.
Per me una donna bella è una donna indipendente, che se ne frega degli standard e si esprime come più le piace. Una donna sicura di sé insomma.

 

Quante sono le SG e quante siete in Italia?

 

Tra le 30 e le 50, non ricordo il numero preciso!

 

Oltre che SG sei una blogger, come molte di voi. Quali sono i tuoi interessi e come si sposano con quello che fai?

 

I miei interessi come blogger si concentrano principalmente sulla fotografia, la musica e il cinema.

 

Molta della vostra attività si svolge su internet. Ci sono anche riscontri con la vita reale o rimane tutto virtuale?

 

In Europa soprattutto su internet. In America, che è il luogo di provenienza del sito, SG ha pubblicato libri, dvd, camei in show televisivi come Californication e CSI, avendo avuto così modo di avere diversi riscontri nella vita reale.

 

Cos’è una “whishlist” e cosa offrite in cambio?

 

Lle wishlist sono presenti nella maggior parte dei siti web. Sono semplicemente liste di cose che ti piacciono e vorresti avere. Si tratta di regali, non si offre proprio niente in cambio.

 

Tutto questo come influisce sulla tua vita privata? La famiglia, gli amici e i rapporti di coppia?

 

Io faccio parte del sito da parecchi anni, quindi tutti sanno che sono una SG, famiglia amici fidanzati. Non l’ho mai nascosto, ma so che altre ragazze sono costrette a farlo per possibile disapprovazione dei genitori o giudizi di persone esterne. potendo parlare solo per me, direi che il mio essere una Suicide Girl non ha nessun influenza negativa nella mia vita privata, anzi molti amici spesso mi mandano messaggi di complimenti quando vedono delle foto che piacciono loro.

courtesy GoGo

Conosci le Sick Girls? Sono una specie di copia italiana delle SG o mi sbaglio?

 

No, non le conosco, mi spiace!

 

Cosa pensi dei Suicide Men, new entry della community?

 

Non esiste! Credo sia solo uno scherzo.

 

Cosa cerca chi guarda le vostre fotografie sul sito? Credi che si tratti solo di uomini o anche le donne vi amano?

 

Sicuramente anche le donne. Questo lo so per certo non solo perché ricevo messaggi o commenti al 50% sia da donne che da uomini, ma anche perché io stessa guardo volentieri delle belle foto di altre SG. Apprezzo le luci, la fotografia, l’espressività della modella.. queste sono le cose che piacciono a me, poi ognuno cerca cose diverse di sicuro!
Per saperne di più:
suicidegirls.com
suicidegirls.com/girls/GoGo/

Maria Caro

scritto da

Questo è il suo articolo n°444

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