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Milano Film Festival 2009, scoprire il mondo attraverso uno schermo

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Si è da poco conclusa una delle manifestazioni più importanti e significative che la città di Milano offre ai suoi cittadini e alle migliaia di persone provenienti un po’ da tutto il mondo. Senza i soliti lustrini e la propaganda della settimana del design e quella della moda, ma con un programma talmente ricco di contenuti che è stato difficile trovare il tempo per mangiare e dormire.

Il festival è suddiviso in tantissime sezioni, che potete leggere in maniera dettagliata sul sito del Milano Film Festival , tra le più importanti vorrei segnalare: il “concorso lungometraggi”, con 7 opere prime e 4 opere seconde, il “concorso cortometraggi”, il “Focus animazione”, rassegna dedicata al film di animazione, una retrospettiva integrale dedicata al regista italiano Ermanno Olmi , un’altra dedicata ad Avi Mograbi , regista israeliano tra i maggiori interpreti contemporanei del documentario, una rassegna fuori concorso denominata “Colpe di Stato” che ha la volontà di raccontare e mostrare storie autentiche, documentari che restituiscono un quadro complesso delle ingiustizie e dei crimini commessi dai governi “democratici” del mondo e per finire,“Soundoc” la rassegna di documentari musicali.Il premio per il miglior lungometraggio è stato assegnato al film Tobira No Muko di  Laurence Thrush, che racconta il problema della “Sindrome di Hikikomori” , uno stato depressivo per cui il ragazzo rifiuta ogni forma di contatto sociale con gli altri e che colpisce più del 20% degli adolescenti maschi giapponesi.

Il concorso cortometraggi è stato vinto dal film Regila di Asaf Saban che descrive la sofferenza di un soldato israeliano in licenza che ha subito i drammi e le atrocità della guerra. Il Premio Miglior Animazione è andato al film Bygningsarbeidere di Kajsa Nœs, esempio di come si possa fare della grande animazione privilegiando solo gli elementi essenziali del disegno. Una menzione particolare va alla sezione di “Soundoc“,  la musica sul grande schermo, con le storie di cantanti, band e generi musicali da ogni parte del mondo, rassegna impreziosita da un focus dedicato al regista Jem Cohen,  e la rassegna Colpe di Stato, con film documentari che mostrano la vera natura dell’essere umano, concentrata in due punti focali, “denaro e potere”. La manifestazione, come se ancora non bastasse, è stata accompagnata da serate a base di djset e musica live, tutte assolutamente gratuite, con ospiti d’onore quali Quintorigo, Roy Paci, Calibro 35, Dente, Jet e molti altri ancora.

Credo che questo sia uno dei pochi eventi che riesca a dare uno schiaffo al dormiveglia culturale che sta vivendo Milano in questi ultimi anni, sopratutto per la qualità dei contenuti che vengono mantenuti vivi e alimentati dalla continua ricerca delle espressioni culturali contemporanee. Una rassegna dove tutti possono essere partecipi, in cui l’originalità e la freschezza delle idee regnano sovrane, senza essere imprigionate da nessuna logica di mercato e di budget. Cosa posso dire ancora, nonostante la pioggia, il torcicollo e il mal di culo, mi sono davvero divertito e ho fatto un “areosol” purificatore di cultura, alla faccia della spazzatura cinematografica e televisiva. Ci si vede il prossimo anno, sperando che il tempo sia più clemente!

Se non siete potuti andare rosicatevi le mani guardando qualche foto qui.

Paolo Barbagallo

Il gran capo

scritto da

Questo è il suo articolo n°3455

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