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Nascor mostra d’arte contemporanea a Martina Franca

Si parla di:

Mimmo Conenna

Detto sinceramente, ho letto la presentazione di questa mostra cinque/sei volte cercando di scrivere due righe di introduzione all’evento ma non c’ho capito un granchè di niente. Provateci voi e se l’operazione vi risulta più semplice fatemi il favore di mandarmi un piccolo sunto che sia alla portata di noi comuni mortali. Quello che ho capito per certo sono i nomi degli artisti che esporranno al Palazzo Barnaba di Martina Franca (TA) a partire dal prossimo 28 novembre.

Joseph Beuys, Mirella Bentivoglio, Mimmo Conenna, Gerardo Di Fiore, Urs Lüthi, Antonio Paradiso, Fabrizio Plessi,Piero Di Terlizzi, Luigi Mainolfi
Giuditta Nelli, Maria Grazia Pontorno, Tomas Saraceno, Antonio Tateo, Alberto Vannetti, Makis Vovlas, Salvatore Manzi, Lello Ruggiero, Ur5o.

Quello che segue è il testo originale introduttivo alla mostra.

La peculiare bipartizione cronologica, cui la selezione delle opere dà luogo, sembra riflettere tanto la vicenda dell’attività di Lidia Carrieri, che, avendo inaugurato la galleria omonima di Martina Franca a metà degli anni Settanta, si distingue per la promozione di tutte quelle tendenze votate allo sconfinamento nello spazio pubblico, allora giunte in Italia al loro apogeo, quanto più ampie congiunture storiche, prima ancora che storicoartistiche. Se infatti la questione ecologica trova i suoi prodromi nell’alveo della critica al modello occidentale della fine degli anni Sessanta e si impone all’attenzione dell’opinione pubblica in seguito alla crisi energetica del 1973, ma viene parzialmente e temporaneamente oscurata dall’edonismo dei due decenni successivi, già nel corso degli anni Novanta comincia a riemergere con drammaticità crescente, per arrivare all’epoca attuale ove, in concomitanza con la crisi finanziaria, il discorso sulla “green economy” pare assurgere persino a moda. Anche in rapporto a questa nuova sensibilità degli anni Settanta vanno osservati numerosi, e tra loro spesso assai divergenti, fenomeni artistici cui la prima sezione della mostra attinge. Esperienze che non di rado dimostrano una valenza precorritrice più che una risposta a posteriori. Un gruppo di opere cronologicamente situabili nell’arco dell’ultimo decennio, firmate da artisti con alle spalle una carriera comunque pluridecennale, testimonia invece quel riemergere dell’attenzione verso le tematiche ambientali tipico del momento storico che stiamo vivendo“.

Il gran capo

scritto da

Questo è il suo articolo n°3455

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