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Non è mai troppo tardi per farsi di Crystal Ball

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Tutti quelli della mia generazione pagano ancora lo scotto di essere cresciuti negli anni ’80, gli anni dell’abbigliamento trash e dell’andare in giro con la radio sulla spalla (almeno in America, io a dire il vero non ne ho mai visti). Insomma, abbiamo fatto fatica ad abbandonare pantaloni a vita alta e spalline e ci emozioniamo sempre quando sentiamo le note di Carry degli Europe. Abbigliamento discutibile e strane usanze a parte però, questi folli anni ci hanno regalato i più bei giocattoli della storia. Il dolce forno, i Playmobil, i Mini-pony, il Lego sono stati i cavalli di battaglia di quegli anni, ma un’invenzione tutta italiana che rimarrà sempre e sicuramente nei cuori di tutti noi è il Crystal Ball.

Crystal Ball nasce nel ’47 da un’idea del chimico Claudio Pasini con il nome di Bolle Fatate ma non ha successo perché probabilmente troppo “avanguardistico” e viene immediatamente messo fuori commercio. Ritornerà alla ribalta negli anni ’60, ma avrà il suo momento di gloria negli anni ’80. La riflessione successiva a tutto questo bel rimembrare è che quando ti viene un’idea demenziale, la cosa più assennata da fare è coinvolgere i tuoi amici, così un sabato sera, con la scusa di una cena. È risaputo però che gli amici li devi stuzzicare, quindi li inviti a casa tua propinandogli vivande varie e con un colpo da maestro li incastri nel tuo disegno strategico. Il mio sabato sera l’ho passato così, una cenetta tra amici e l’ammazza caffè a base di Crystal Ball rosso e blu, il giallo e il verde erano finiti.

L’idea nasce dal fascino di un prodotto legato alla mia infanzia (quest’articolo è maledettamente autoreferenziale) che mi ha tormentato con quella ridicola pubblicità in cui dichiaravano che “se vuoi si attacca / non rompe niente e poi non macchia” e che mi faceva desiderare ardentemente di possederlo. Le rare volte in cui mia madre finiva per convincersi a comprarmi il prezioso tubetto, io ero totalmente incapace di usarlo e continuavo a odiare i bambini che correvano a destra e a manca rincorrendo le loro opere d’arte che non rompevano niente e non macchiavano. Fermi tutti.

Forse c’è qualcuno che non sa di cosa sto parlano. Nonostante dubiti fortemente che esista qualche stolto che non conosce questo prodigio della tecnologia, vi spiegherò lo stesso di che si tratta. Crystal Ball è un tubetto di sostanza appiccicaticcia e plasticosa, dotato di una cannuccia colorata, il cui funzionamento prevede la spremitura della suddetta sostanza su di una delle estremità della cannuccia e poi via di polmoni a soffiare dall’altro lato. Il risultato è un amorfo palloncino colorato. Non avrei mai immaginato che i ragazzi di età compresa tra i diciannove e i trenta anni, si sarebbero trasformati in una manica di bambini ansiosi, che si combattono l’ambita cannuccia e gareggiano per il palloncino più grande. Io, lo giuro, mi sono comportata da adulta. Ovviamente quando ho presentato i tubetti ai miei amici, sono rimasti tutti a bocca aperta. Alcuni ci si sono catapultati sopra, altri più timidamente hanno aspettato un po’ con il piglio di chi pensa che siano cose da bambini.

Tempo un quarto d’ora e nella stanza c’era il delirio totale. Tutti con la testa all’insù a inseguire i palloncini, la gara del palloncino più grande non poteva mancare e dopo un po’ ovviamente è cominciata la sperimentazione. Palloncino nel palloncino, palloncino bicolore, sculture di palloncini, palloncino gonfiato con fumo di sigaretta e palloncino striato. L’ospite che probabilmente avrà apprezzato di più quest’attività ludica, che come dicono quelli della campagna pubblicitaria “a differenza dei soliti videogiochi, permette di sprigionare la creatività e la fantasia e stimola anche una certa attività motoria.”, è stata la nostra amica cilena che ovviamente non lo aveva mai visto. Comunque Crystal Ball oltre a sprigionare la creatività sprigiona anche un forte odore di plastica che in un certo senso ci ha narcotizzati.

Tra un “dammi la cannuccia”, un “oh, si è sgonfiato” e un “mi viene voglia di mangiarlo” è trascorsa la serata e soddisfatti se ne sono andati tutti a casa cantando “con Crystal Ball ci puoi giocare (Crystal ball) e tante forme puoi inventare (Crystal Ball) / Con mille giochi divertenti (Crystal Ball) / Mille colori differenti, dai gioca un po’ con Crystal Ball”. Non userò quest’esperienza come pretesto per criticare le nuove generazioni sempre attaccate alla Playstation, in fondo anche noi avevamo la Nintendo, ma sicuramente mi sento più figa di loro ad aver avuto la possibilità di giocare con questa sacrosanta meraviglia. Ovviamente ho testato un po’ l’esperienza e i ricordi dei miei amici per omaggiare tutti quelli che la loro infanzia non se la sono ancora dimenticati. In fondo, siamo tutti dei vecchi deficienti.

Penso di aver fatto abbastanza il cretino” Luca

Ziguline: Da quanto tempo non giocavi con Crystal Ball?

Luca: A dire il vero, la prima volta è stata per caso qualche anno fa con una cuginetta che ci stava giocando. I miei genitori me l’hanno sempre vietato, perché dicevano che era una sostanza dannosa e poi costava un botto. E’ stato bello perché mi ha portato in un mondo che desideravo da tempo.

Ziguline: Ti senti un deficiente?

Luca: Per niente, ihihi, mi sento a mio perfetto agio.

Comunque il segreto è metterne di più” Gemma

Ziguline: Da quanto tempo non giocavi con Crystal Ball?

Gemma: Ahahah, in realtà da pochi mesi, lo avevo visto in un negozio sotto casa e l’avevo comprato e una sera io e le mie amiche ci siamo messe a stronziare (si può dire stronziare?).

Ziguline: come ti senti in questo momento?

Gemma: Bene, come una bambina.

Crystal Ball rappresenta la soluzione contro la dipendenza dalle droghe” Flora

Ziguline: Flora da quanti anni non giocavi con Crystal Ball?

Flora: Da tanti anni, ma questa è la prima volta che ne chiudo una da sola. Quando ero piccola, me lo chiudeva mia madre e si sa che se non lo sai chiudere sei out!

Ziguline: Ora come ti senti?

Flora: Mi sento bene anche perché ho realizzato il mio sogno recondito di mangiarlo. Morirò, ma felice.

Daniela (la cilena)

Ziguline: Che cosa pensi di Crystal Ball?

Daniela: E’ la mia prima volta. stato un momento molto importante e non lo dimenticherò mai.

Ziguline: in Cile non esiste?

Daniela: No e come se non avessi avuto un’infanzia. Ora però mi sento come una donna nuova.

Sebastiano

Ziguline: come ti sei sentito stasera?

Sebastiano: ho scoperto un lato nascosto di me stesso e quindi sono felice.

Carmela

Ziguline: Come ti senti dopo aver giocato?

Carmela: mi sento leggera come una palla di Crystal Ball.

Ziguline: cosa penserà tua madre?

Carmela: beh non saprei, da piccola non me lo voleva mai comprare. Adesso mi sono liberata.

Antonio

Ziguline: come ti senti?

Antonio: come un bambino. Questa era la prima volta che giocavo. Domani ne vado a comprare almeno tre tubetti.

Maria Caro

scritto da

Questo è il suo articolo n°435

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