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roBOt 08 | Report di un amore autunnale

Vanno velocissimi, i ragazzi di Shape. Non si fermano mai. Ogni anno aggiungono un tassello nuovo, unico e irripetibile come un fenomeno astrale. Difficile stargli dietro, difficile prevedere le loro mosse.

Holly Herndon @Bologna Fiere

I ragazzi di Shape però non mirano alla ripetizione, ma cercano il miglioramento continuo e anche stavolta non hanno deluso le aspettative regalando al pubblico del roBOt, giunto ormai all’ottava edizione, un fenomeno artistico totale e completo. Sognatori progressisti, visionari impenitenti, gli organizzatori e tutti i volontari dell’ormai collaudato festival di arti performative bolognese non si sono risparmiati nemmeno per un secondo.

Holly Herndon

Il marchio di fabbrica sarebbe ormai da brevettare, è un vortice continuo che procede sempre più celermente; non a caso il concept di questa edizione è stato xlr8, (accelerate, “accelerare” ndr). Velocità allo stato puro, senza trascurare nessun elemento: dal discusso braccialetto cashless, europeo, innovativo, una bella scommessa, alla app, affidabile, audace e in linea con i tempi che “corrono” fino alla line-up futuristica, ponderata, intrigante. I nomi si sono susseguiti a ritmo incalzante, alternandosi tra proposte nuovissime e italiane e figure mitologiche dell’elettronica schieratesi insieme per una notte, come nel caso del back2back Daphni (aka Caribou) Floating Points o il dream team J.E.T.S (Machinedrum + Jimmy Edgar). Insieme per una notte per regalare inediti di pura bellezza.

Caterina Barbieri @Palazzo Re Enzo

Tra gli artisti emergenti che, nelle sale di Palazzo Re Enzo hanno trovato terreno fertile, da segnalare la sempre più matura Caterina Barbieri, musicista fine dalle affusolate ed espertissime mani, eterea nel suo abito bianco, preziosa con i suoi suoni intimisti, Godblesscomputers, conosciuto, affermato, ma mai scontato, il giovane talentuoso Yakamoto Kotzuga, italiano dallo pseudonimo asiatico, l’acclamato Clap Clap che ha fatto scatenare il Salone del Podestà con i suoi beat tribali e Koreless nuova promessa post-dubstep, profondo, ascoltato da artisti del calibro di Gilles Peterson e James Blake, da tener senz’altro d’occhio.

Bologna Fiere

Gli spazi si moltiplicano, si espandono. Accanto al tradizionale Palazzo Re Enzo, a voler ribadire come la politica comunale si basi su un dialogo continuo con i suoi cittadini e si riveli sempre attenta a coglierne le esigenze, gli spazi in Fiera divenuti ormai un segmento importante, allargatosi a macchia d’olio, che hanno contribuito a rendere l’intero festival un ritorno al futuro di architetture industriali e led. Tra i nomi che venerdì 09 più di tutti hanno fatto oscillare teste e metronomi ci sono senza dubbio la teutonica Lena Willikens e il duo Ben UFO/Jackmaster, insieme a cavalcare l’onda accelerazionista e le scene del .

Morkebla

Ma anche lo sciamano Squarepusher che ha realizzato uno spettacolo complesso, per orecchie fini e allenate a rintracciare in ogni suono, riferimenti precisi al jazz, all’house e al drum’n,bass, sapientemente impastatati, conditi dalla sua sagoma scintillante su uno sfondo di visual art impeccabile. Sabato 10 il gran finale: una rosa di cui, a voler nominare tutti ci vorrebbe un altro festival. Piacevolissima Holly Herndon, sirena che nei suoi live scatena altissime onde emotive e lo spagnolo John Talabot, semplicemente perfetto. E poi Clark il mago, il magnetico trio Siriusmodeselektor, Nathan Fake, e troppi altri.

Palazzo Re Enzo

Precisi e inflessibili i controlli che hanno reso tutto più calmo e tranquillo, efficace e cordiale l’ufficio comunicazione e, per finire, possente e appassionata la “militia” di volontari.

Koreless @Palazzo Re Enzo

Bologna regina, madre paziente con suoi colori rosseggianti, si è lasciata invadere da frotte di giovani, curiosi, appassionati e avventori occasionali, in uno sciamare di voci mischiate a sonorità elettroniche. Lenti i movimenti della folla, che tra i portici e le arcate cittadine si è persa alla ricerca di quell’equilibrio perfetto che i ragazzi di Shape hanno saputo creare. Con quell’entusiasmo tipico solo di chi sa davvero amare, hanno dato vita ad una manifestazione pronta ormai a configurarsi a pieno titolo come un appuntamento fisso del calendario della nostra Italia, che nello sperare, il promettere e il credere sa rinnovarsi ogni giorno, ogni volta come il primo giorno di una lunga storia d’amore.

 

roBOt | sitofacebook

 

 

Giuliana Pizzi

scritto da

Questo è il suo articolo n°28

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