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Siamo stati a Sweet Sheets III

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Appare una dichiarazione d’intenti, questa terza edizione di Sweet Sheets, lontana da clichè algidi e stantie logiche curatoriali. Ad ospitarla è Zelle Arte Contemporanea, galleria d’arte nel cuore del centro storico di Palermo, trasformatasi questa volta in una sorta di enorme wunderkammer, o più semplicemente una camera delle meraviglie, un accumulo d’immagini capace di colpire violentemente la retina.

foto di Danilo Pasquali ©

Come recita il testo introduttivo, Sweet Sheets è “una delicata apologia che vede protagonisti oltre 60 artisti di diverse generazioni e diverse attitudini, quasi 300 opere di piccolo formato, dalla fotografia al disegno, dal collage, all’incisione”, un monumento alla fragilità, assolutamente anti-sperimentale, che affonda le radici nella tradizione senza tentare di dissimulare caricando di forzate chiavi di lettura.
Si giunge a Zelle attraverso il reticolo di vicoli di una Palermo in bilico tra rinascita culturale e tradizionale indolenza, se ne resta coinvolti grazie ad un clima lontano da imperanti “colonizzazioni nordiste” capaci di annullare ogni identità. L’opening caratterizzato dalla presenza di molti degli artisti in mostra, giunti a Palermo in occasione dell’evento, si consuma sulle note di alcuni brani realizzati da artisti legati alla galleria, Claudia Di Gangi, Giampiero Riggio, Tothi, Trapcoustic, un discontinuo remix di tracce lo-fi fragili e confidenziali.

foto di Marherita Luperini ©

Ad accogliere gli spettatori è una piccola scultura di carta dai colori pastello, ritagliata e assemblata con assoluta precisione dal giovane e talentuoso illustratore Bombo. Le pareti sature al limite dell’horror vacui accolgono percorsi e storie assolutamente distanti, dagli artisti maggiormente legati al fumetto e all’illustrazione, Dr. Pira, Tuono Pettinato, Massimo Giacon, Fada, Michael C.Hsiung, ad altri spesso in dialogo con lo spazio urbano, 108, Moneyless, Dem, Andreco, attraverso gli scatti fotografici di Jacopo Benassi e Sergio Zavatteri, sino ad opere legate più strettamente alla ricerca pittorica, per citarne solo alcuni, Tommaso Gorla, Orazio Battaglia, Daniele Giunta, Vito Stassi, Laboratorio Saccardi, Alessio Tibaldi. Sweet Sheets, al di là della matrice comune che lega il lavoro degli artisti selezionati è un ottimo saggio della giovane ricerca contemporanea, sicuramente non esaustivo, ma assolutamente utile per tracciare delle linee guida di questo 2010, supportando e spingendo un collezionismo giovane e attento permettendo di investire cifre non astronomiche su piccoli formati di artisti già molto attivi in ambito internazionale.

foto di Danilo Pasquali ©

L’evento ha il merito di aver portato in Sicilia maggiore attenzione al variegato mondo delle autoproduzioni e della rinata passione per le gloriose fanzine, ancora una volta testimonianza dell’amore per la carta, disposte su un tavolo ed illuminate da luce fioca, “UND” di Danilo Pasquali, “WORMS” del già citato Massimiliano Bomba, “GRAFFA” ad opera delle artiste Elena Rapa e Laura Giardino. Interessante notare come in un periodo storico in cui ci si allontana dall’affezione feticista per l’oggetto, il pubblico sia stato coinvolto dallo sfogliare pagina dopo pagina queste diversissime, artigianali, proposte editoriali.

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Guillaume V.

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Questo è il suo articolo n°2

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