Vuoi essere informato sui nostri Ticket Deals?
Iscriviti alla nostra newsletter.

* obbligatorio
Close

Siamo stati ad Unknown Pleasures

Si parla di:

Siamo stati alla mostra Unknown Pleasures – Diamond solo show alla Mondo Bizzarro Gallery di Roma, che da qualche settimana si è ingrandita con un nuovo spazio collocato a fianco della sede storica che da tempo oramai ci tiene compagnia con le sue mostre imperdibili, proprio come questa curata da Marta Gargiulo che avrete modo di vedere fino al prossimo 10 luglio.
Unknown Pleasures è il titolo della mostra in cui ci siamo imbattuti ed è stato fin dall’inizio esattamente un assaporare di piaceri sconosciuti ai sensi, quasi il nostro sguardo non riusciva a staccarsi dalle meravigliose creature artistiche realizzate da uno dei pionieri della street art romana, uno di quelli il cui tratto si riconosce a colpo d’occhio, anche su supporti diversi da quelli a cui ci ha abituati.

Diamond Carpe DM 2011 tecnica mista su cartoncino

Lui è Diamond, classe 77, si dice in giro che abbia conseguito il titolo di “maestro d’arte” presso l’Accademia delle Belle arti di Roma e nel 1998 abbia a sua volta abbandonato il writing per sposare la street art e le sue svariate forme che col tempo lo hanno reso celebre nel panorama della urban culture capitolina.
Non è la prima volta che le sue opere vengono esposte entro le mura di una galleria, la sua partecipazione a SK8 Like Canvas di cui vi abbiamo parlato all’inizio dell’anno ne è un esempio concreto, eppure con questa mostra Diamond ha superato se stesso dando vita ad una serie di immagini, le quali rendono omaggio alla sua creatività senza limiti che stavolta si riversa su superfici di diversa fattura.

Diamond My dear old black bic 22 2011 bic su cartoncino 21x30 cm

Chi conosce il suo stile sa che la donna è molto spesso al centro delle sue composizioni, sia essa rappresentata da bellezze terrestri dallo sguardo penetrante e seducente, oppure da creature femminili dalle forme sinuose che si nutrono dei sogni di chi si ferma ad osservarle.
Volti, corpi e storie proibite sono la chiave di lettura di questa mostra in cui le diverse tecniche utilizzate dall’artista rendono il percorso espositivo come un vero e proprio parco giochi per la vista: dalle figure femminili che sembrano provenire da pagine di fumetti come quelle della raccolta “my dear old black bic”, ovvero disegni realizzati con l’uso della semplice penna bic, si passa alla raccolta “araldica” in cui compaiono delle figure femminili quasi da copertina di riviste pop, incastonate in tecnica mista su carta da parati o stencil spray su cartoncino.

Diamond My dear old black bic 6 2011 bic su cartoncino 35x50 cm

La sua produzione è un harem di fanciulle che si scoprono a piccole dosi, il cui sguardo è però la parte migliore dei loro corpi che, nudi o nascosti, elargiscono un piacere infinito.
Non è semplice capire quale tra di esse ci possa piacere di più, sono soggetti diversi e delicatamente complicati nei loro dettagli che, come tante parti di un mosaico, suscitano reazioni diverse, a tratti contrastanti quasi ad indicare una sorta di ossessione, tema che ci appartiene in questo mese, verso la bellezza femminile che appare e scompare da ogni superficie su cui si posa.
Ukiyoe vs Glnineth, realizzata con tecnica mista su legno, è forse la mia preferita, ma non ditelo alle altre, altrimenti l’harem potrebbe rivoltarsi.

Eva Di Tullio

scritto da

Questo è il suo articolo n°178

Sullo stesso genere:

Community feedback