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Sopra il Sotto celebra la tombini art

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L’esperimento partorito dalla Metroweb, azienda che si occupa del cablaggio telematico della città di Milano, merita tutta la nostra attenzione ed apprezzamento perchè rappresenta un ottimo esempio di come la cosiddetta street art riesca a trovare degli ambiti di applicazione diversi dal solito intervento illegale su muro, senza per questo perdere la sua credibilità e forza espressiva. La dimostrazione è rappresentata proprio da questo nuovo supporto creativo che è il tristemente noto tombino stradale (anche detto chiusino),  vera porta d’accesso all’intricata rete di sotto servizi che si nasconde al di sotto del livello stradale, ed a cui solitamente nessuno fa caso.

Obey

Ebbene, il tombino, in questa occasione, diventa il vero protagonista poichè assume il ruolo di “tela”, di  supporto nuovo su cui artisti di fama internazionale hanno impresso i loro lavori, ottenendo anche un effetto visivo finale davvero interessante. Le opere vengono incise sulla superficie di ogni tombino attraverso un processo che vede per prima la creazione di un calco realizzato sulla base del bozzetto fornito dal singolo artista, in cui successivamente verrà colata la ghisa da cui prenderà vita il tombino. L’idea è molto forte anche dal punto di vista concettuale poichè permette ad una forma d’arte solitamente effimera (poster e spray dopo un po’ vanno via) di rimanere intatta nel tempo senza dover abbandonare quella che è un po’ la sua sede naturale, ovvero la strada e gli spazi pubblici.  Nella seconda edizione del progetto intitolato “Sopra il sotto – tombini art racconta la città cablata“, che si è tenuta nel giugno dello scorso anno,  sono state realizzate venti opere firmate da cinque nomi di spicco della street art internazionale:  Shepard Fairey, The Londo Police, Space Invader, Rendo e Flying Fortress, dislocate lungo l’arcinota Via Montenapoleone, il salotto buono milanese, che a quanto pare non ha perso tempo per potersi regalare dei tombini firmati. Si ringraziano Satoboy Clt. ed I ♥ Street art per averci segnalato il progetto.

Il gran capo

scritto da

Questo è il suo articolo n°3459

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