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Tanti auguri Bob Marley

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È passato più di un mese ormai dall’evento di cui vi voglio parlare…spero mi perdoneranno i lettori fedeli del nostro portale, ma soprattutto spero mi perdoneranno i lettori dei miei articoli (così timidi da non lasciare mai nessun commento, neanche di insulto!!).
Ma andiamo al sodo. Il 6 febbraio le comunità rastafariane del mondo hanno festeggiato l’anniversario della nascita di Bob Marley, profeta contemporaneo della cultura rasta che con la musica ha raccontato del grande sogno di ricostruire una nuova Babilonia, di ritrovare la Terra Promessa di un popolo (quello dei neri africani) costretto dall’uomo bianco a sopportare deportazioni e schiavitù. La cultura rasta è il movimento per il ritorno di tutta la popolazione nera al loro paese d’origine, l’Africa, e in particolare in Etiopia. Fondamentale per la sua affermazione fu il movimento etiopista, che già nell’800 agitava molte comunità africane nel nome della Diaspora Nera. Era una corrente di ispirazione cristiana che rivendicava il recupero della dignità culturale e nazionale degli africani, annientati dalla deportazione e dalla schiavitù, mediante il riferimento spirituale e politico all’Etiopia.

Ma orgoglio nero a parte, l’idea di festeggiare l’anniversario della nascita di Bob mi sembra giusta; siamo al cinema Nuovo Aquila, al Pigneto e la manifestazione, che ha inizio alle 20, si compone di due momenti distinti. Il primo, al quale ha partecipato un folto numero di persone, è stata la proiezione di film/documentari sulla figura del grande Bob Marley; tra gli altri segnaliamo la proiezione di Africa Unite (film presentato alla Festa del Cinema di Roma).
Poi…tutti in pista! La serata è continuata la piano di sopra, dove una selezione reggae ci ha fatto ballare per tutta notte.
Mi sono chiesta mentre ballavo cullata dalle note di Night Nurse: ma esiste uno spazio dedicato solo ad una certa offerta cultural musicale o si può modellare un certo posto a seconda della cosa che proponiamo?
Mi sembra che questa tendenza sia sempre più diffusa, nella capitale certo, ma anche altrove; l’idea di fondo credo che sia un volere eliminare etichette e offrire al pubblico un evento multi sfaccettato per un pubblico esigente e, quindi, diversificato. O mi sbaglio?
Buon divertimento.

Valentina A.

scritto da

Questo è il suo articolo n°43

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