Vuoi essere informato sui nostri Ticket Deals?
Iscriviti alla nostra newsletter.

* obbligatorio
Close

Trentemøller che suona tra gli ippopotami è un’esperienza epica

Si parla di:

Con il titolo potrei aver detto già tutto, ma per dovere di cronaca vi racconterò di quella sera in cui ho visto gli ippopotami e Trentemøller. Una premessa è d’obbligo: io sono una patita degli animali, di qualsiasi animale che non sia un insetto. Il 20 giugno esco di fretta da lavoro, voglio arrivare a Cumiana per vedere qualche ospite dello zoo prima che li portino a dormire. Niente da fare, entro allo Zoom giusto in tempo per vedere i suricati (Timon, se avete visto il re Leone) darsi l’ultimo cambio in vedetta e due o tre dromedari che fanno capolino da dietro le loro stalle.

Trentemøller at Zoom Torino - foto di  Claudia Losini (5)

Però sono in tempo per l’aperitivo musicale che si svolge nello spazio adibito a piscina, dove, per chi non lo sapesse, di giorno puoi nuotare accanto ai pinguini, divisi da te solo da un vetro. Ingoio un mini felafel dietro l’altro mentre aspetto l’ora x, che arriva intorno alle 22, non prima di aver fatto un salto alla vasca degli ippopotami e aver apprezzato il coraggio dei poveri 3 keeper che tentano di mandare gli enormi erbivori a letto,. Mi guardo intorno: siamo davvero tutti qui, a guardare e commentare e cercare notizie sugli ippopotami. Tutti estasiati da uno spettacolo così normale e allo stesso tempo così fuori dalle norme. Per un attimo ci dimentichiamo del concerto, per un attimo ci ritroviamo tra sconosciuti a giocare alle Giovani Marmotte.

Trentemøller at Zoom Torino - foto di  Claudia Losini (4)
Il live si svolge all’interno dell’Arena di Petra, uno spazio che ti solito ospita gli spettacoli dei rapaci, un luogo molto suggestivo: grandi gradoni in pietra rosa scendono verso un prato con al centro un laghetto. Lì sta il palco. Sto fremendo.

Trentemøller at Zoom Torino - foto di  Claudia Losini (6)
Devo dire che non mi sarei aspettata un live così: Trentemøller, che giustamente sa il fatto suo, sale con basso, doppia chitarra, tastiere e batteria, per quasi due ore di spettacolo che mi lasciano a bocca aperta dal principio alla fine. Spazia lungo tutti i generi, dall’elettronica al rock al post-rock, con picchi quasi pop. Il livello di coinvolgimento emotivo è altissimo, la cantante è superba e tiene il palco meglio di tutti gli altri, meglio di Trentemoller stesso, che diventa così suo co-protagonista, ingaggiato sul palco giusto per aizzare la folla. E quando pensi che sia tutto perfetto eccola che si esibisce in una robot dance.
(Tipo che è quello che ho sempre desiderato fare nella vita e che farei se avessi una band. Colpita e affondata in un brodo di giuggiole.)

Trentemøller at Zoom Torino - foto di  Claudia Losini (3)
È tutto un grande spettacolo della natura, anche la fauna che mi circonda vive in osmosi con questo complesso intrico musicale: fricchettoni che ballano insieme a ragazzini in md e tamarri che con le loro urla riescono a coprire l’impianto e farci perdere tutto l’intro. Dietro di noi si svolge una puntata speciale di “Ma come ti vesti” con un Enzo Miccio versione Brazil che commenta ogni secondo manco fosse la telecronaca di Italia- Costa Rica dei Mondiali. Il tutto condito da espressioni come: “Questa roba è così figa che non ho nemmeno bisogno di drogarmi…no no beh, forse avrei dovuto drogarmi”, intervallati da tantissimo “yuuuu” e “great”. Manca solo un bel “ci piace!”.

Trentemøller at Zoom Torino - foto di  Claudia Losini (7)
Il finale (prima dei bis) è ovviamente Moan, uno dei miei pezzi preferiti, preso, scomposto e ricomposto in formula rock, una sorpresa unica. E per non lasciare nessuno a bocca asciutta il vero gran finale accade quando Trentemøller letteralmente prende per un braccio una ragazza, la invita a salire con lui sul palco. Lei è disorientata, non sa bene come deve comportarsi. Passano quei 30 secondi, in cui lei si trova lì, sul palco, sola. L’amica capisce, si butta con lei. La folla tutta quanta dietro. Un’estasi generale che ci vede tutti a ballare insieme addosso gli uni con gli altri, addosso al batterista ormai ubriaco perso, addosso agli strumenti, le braccia in alto.
A fine live tutti si sparpagliano tra il parco a leggere, attenti, le didascalie sulle giraffe, a cercare le scimmie, a controllare se per caso il rinoceronte è uscito.

Trentemøller at Zoom Torino - foto di  Claudia Losini (11)
Vedere così tanti tipi umani raggruppati in un bioparco, facili analogie a parte, che ballano, corrono, urlano, si abbracciano, si stupiscono tutti allo stesso modo è la meravigliosa prova che di fronte a certe cose siamo tutti uguali, tutti ancora bambini.

Zoom Torino | sitofacebook

Claudia Losini

scritto da

Questo è il suo articolo n°175

Sullo stesso genere:

Community feedback