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Umanimali | Nemo’s Solo Show alla Square23 Gallery

Square23 Gallery . Via San Massimo 45 . Torino

11 aprile, ore 18:30

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EVENTO IN CORSO

Comunichiamo a tutte le persone interessate che nei giorni 9, 10, 11 (mattino) di aprile, l’artista lavorerà sul muro del Teatro Colosseo che si trova in via G. Bidone angolo via Madama Cristina 71.
Una possibilità interessante per poter vedere passo dopo passo la realizzazione del murales.
Per maggiori informazioni potete scrivere qui: info@square23.net
oppure potete telefonare al numero: (+39)3349980390

NemO’s
«Molti artisti, davanti a una tela bianca, iniziano con piccoli segni. Stanley iniziava con grasse pennellate di colori primari, e poi insisteva su quei concetti»; così Steven Spielberg definiva l’arte del grandissimo Stanley Kubrick, il cui pensiero è molto affine a quello di NemO’s, artista italiano, da tempo presente anche sulla scena internazionale, che fa gravitare ogni sua idea attorno a un’icona dal fortissimo e, a tratti, disturbante, aspetto: un personaggio apatico, occhi che fissano il vuoto e pelle molto chiara, flaccida. “Il mio lavoro si basa sul corpo umano: per un discorso semiologico rappresento sempre esseri umani di sesso maschile, che sono diventati per me un’icona. Cerco di costruire e decostruire, smontare e rimontare l’essere umano nella sua forma biologica e nella sua parte esistenziale e psicologica”.
Decadente, indifeso da tutti, ma soprattutto da se stesso, vittima delle proprie azioni e scelte, quest’icona viene rappresentata nuda, libera da artefici accumulati nel tempo, nella sua condizione più naturale, al cospetto delle situazioni più comuni della vita di ogni uomo, irrobustite dalla potenza del paradosso; tramite questo strumento, che ci rimanda al lavoro del celebre regista, per il quale NemO’s nutre una forte stima e ammirazione, quest’ultimo riesce ad esplicitare e risaltare quell’aspetto più basico e istintivo dell’essere umano, che lo accomuna agli animali: entrambi infatti sono vittima delle stesse pulsioni ataviche, che siano di carattere territoriale, che istighino alla violenza o alla possessività, ma che nell’uomo assumono un valore diverso, in quanto amplificati dalla ragione e dalla consapevolezza che ci guida.
È proprio attraverso quest’ icona che NemO’s ci presenta la sua visione di “Itaca”, un’esperienza in cui la meta è il viaggio stesso, rappresentato nelle sue molteplici sfaccettature, e che vede protagonista l’aspetto più esistenziale del viaggio, e del non-viaggio (quello che ci tiene saldamente aggrappati alle nostre terre, o che ci permette di viaggiare solo con la mente e l’immaginazione), soffermandosi anche su quella che l’Artista definisce “l’Odissea moderna”, quel viaggio infinito e maledetto che strappa le persone dai propri letti disfatti, promettendogli una vita migliore, coronata di sogni e aspirazioni, che purtroppo nella maggior parte dei casi, affondano in un mare di burocrazia, razzismo e ignoranza.
Citando il celebre Mito della Caverna di Platone, è allora necessario esperire il mondo attorno a noi per conoscerne i pregi e i limiti, analizzare la fragilità umana e i suoi paradossi per capire la società in cui viviamo, partecipando alla realizzazione di quel mondo che sogniamo, unendoci all’”uomo nudo” di NemO’s e decadere con lui, per poi, forse, e solo “forse”, riemergere da quel viaggio verso la decomposizione che stiamo affrontando.

Bocca socchiusa, in cerca d’ossigeno, sguardo fisso e vacuo, braccia esili, pancia e culo flaccidi, grasso e emaciato allo stesso tempo, svuotato di tutto, rigonfio di niente: è questo il prototipo d’uomo di NemO’s.
“Se gli alieni arrivassero sulla terra e mi chiedessero di mostrare loro un essere umano, gli darei un mio disegno” ha detto.
L’artista racconta l’individuo come “Animale sociale” che si culla nel languore della sua natura, incastonato nell’attualità che lo circonda e lo annega in dinamiche becere, schiavo di un dualismo che logora: far parte del valzer sociale e ballare o rifiutarlo alienandosi, urlando senza voce la disumanità umana.
Uomini annodati tra di loro, rannicchiati in sé stessi, pianti dai bulbi oculari, fatti a pezzi e ricomposti, portati a spasso come buste della spesa, squarciati nel petto per svuotare il sudiciume che hanno dentro; sia vittime sommesse sia carnefici spietati. NemO’s (di Nessuno) non mostra mai il suo volto: “Perché dovrei? La mia parte estetica è casuale, io sono molto più simile a quello che disegno, io sono quello che disegno”.

Il testo è stato scritto da Valentina Cara , utilizzato da Square23 Gallery per la personale dell’artista

11 aprile
Ore 18:30
Square23 Gallery
Via San Massimo 45
Torino
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