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Trame incise alla galleria Miomao

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In una sfida originalissima, che ha già trovato consenso nei musei di tutto il mondo, dalla Francia all’Olanda agli Stati Uniti, due giovani maestri europei si cimentano con la secolare arte dell’incisione. Il francese Frédéric Coché (Pont-à-Mousson, 1975) commenta, con una serie di acquaforti, la Dialettica dell’illuminismo di Adorno, mettendo in scena un Ulisse fiammingante e post-moderno, sospeso tra trionfi della morte e citazioni dell’arte nordica, ricercati anacronismi stilistici e omaggi a uno dei miti più amati in tutto il mondo. Il risultato, spaesante e ipercontemporaneo, è una serie di incisioni già acquisite dai prestigiosi gabinetti grafici dei musei di Nancy e Haarlem.
Olivier Deprez (Binche, 1966), belga, si confronta con il capolavoro di Kafka Il castello con la tecnica, ormai universalmente dimenticata, della xilografia. I neri pieni, alla Malevič, di questa traduzione in immagini, a metà tra figurativo e astrazione, fondono la magia dei capolavori concettuali con le atmosfere cupe del magistrale testo kafkiano. Il successo dell’esperimento, primo di una serie di laboratori interpretativi di grandi opere letterarie che Deprez ha intrapreso da un quindicennio, è stato siglato dall’acquisto di questa serie a opera della biblioteca della Yale University. I due artisti parleranno del loro lavoro in un incontro presso l’Università per stranieri di Perugia che si terrà, a cura della scuola di dottorato in Scienze del libro e della Scrittura, venerdì 29 aprile.

Il gran capo

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Questo è il suo articolo n°3459

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