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Augusto de Luca braccato da IABO

Navigando nelle infinite acque di Myspace ci siamo felicemente imbattuti nelle pagine di due “loschi” individui che rispondono al nome di Augusto de Luca e IABO. Per i non addetti ai lavori e per i più distratti, il primo è un noto fotografo partenopeo l’altro è un giovane artista, anche lui napoletano d.o.c. Insieme hanno dato vita ad un interessante progetto che ha come protagonisti assoluti nientepopodimeno che le opere dei più interessanti writers in attività sui muri della città di Napoli.

dalla performance "Reazione in Catena"

Quella che all’inizio sembrava un’operazione di “appropriazione indebita” ai danni degli ingnari “artisti di strada”, nata da un’intuizione di De Luca, detto per l’occasione ” Cacciatore di graffiti”, ha poi acquisito i tratti di una vera e propria “campagna di valorizzazione” di lavori che spesso finiscono indegnamente confusi con gli imbrattamenti tipici delle mura metropolitane. L’operazione ci è piaciuta molto ed abbiamo voluto anche noi dare un piccolo contributo alla loro diffusione.

Di seguito tutto quello che c’è da sapere su “Cacciatore di graffiti” e la mostra “Reazione in catena”.

Il 30 luglio 2007
Esce in prima sul quotidiano IL MATTINO di Napoli l’ articolo-intervista al ” CACCIATORE DI GRAFFITI” il fotografo Augusto De Luca ha parzialmente scollato dalla città i più bei graffiti dei writers partenopei, manifesti e tags di varie forme e dimensioni, lo ha fatto per due anni raccogliendo più di 200 opere che fanno bella mostra nella sua casa. Tra i suoi trofei numerose opere di IABO.
10 OTTOBRE 2007
IABO dopo una serie di interventi urbani, decide di cogliere in flagrante “IL CACCIATORE DI GRAFFITI” e filmarlo durante le sue azioni.
16 NOVEMBRE 2007
Si inaugura all’ interno degli spazi della napoletana NOTgallery la personale di IABO, dal titolo REAZIONE IN CATENA , la mostra nasce dall’ incontro-scontro con “IL CACCIATORE DI GRAFFITI” per il vernissage, IABO ha architettato una performance vagamente fetish, nella quale da vittima diventa carnefice e rinchiude in una gabbia il “collezionista” abusivo, ammanettato e attorniato da irraggiungibili manifesti sparpagliati sul pavimento. Ecco a voi il video realizzato per l’occasione dagli autori che documentano i momenti più interessanti della loro performance.

[youtube width=”500″ height=”400″]http://www.youtube.com/watch?v=rV2DbySxkQY[/youtube]

Riportiamo di seguito anche un interessante articolo pubblicato su Exibart a cura di Mara de Falco sull’opera di IABO e Augusto De Luca.

Azione, riflessione, reazione. Work in progress in tre atti. L’antefatto è raccontato nel video che accoglie gli spettatori all’ingresso. Due i protagonisti: Iabo (Napoli, 1980), munito di guanti, spray e stencil prepara uno dei “manifesti urbani” che da tempo arredano i muri della città come impronte grafiche del suo passaggio notturno; Augusto De Luca, noto fotografo partenopeo col vezzo del collezionismo, armato di scala e di santa pazienza, scolla i “pezzi” che da un paio d’anni rimpolpano la sua raccolta. Operazione su cui si fonda l’intera mostra, giocata fra installazione e performance. Loschi individui -sculture a grandezza naturale- con tanto di torce, funi e passamontagna, sono cristallizzati nell’attimo in cui ripuliscono le pareti della galleria. Il bottino è ingombrante e cospicuo. Lucidissimi quadri in plexiglas su cui si delineano piatti profili maschili dall’aria imbronciata. Severità amplificata dai baveri tirati in su, fregiati di simboli poco rassicuranti: teschi, saette e perfino un’Italia ribaltata e ferita, unico, scarlatto tocco cromatico suggerito da Luciano Fabro.
Il resto è rigorosamente in bianco e nero. Nero, come l’umore dell’artista che -sentitosi depredato di ciò che è destinato al godimento collettivo- decide di reagire, sequestrando “il cacciatore di graffiti”. Rapitore e ostaggio irrompono dalla scalinata. De Luca è trascinato in gabbia e incatenato dall’artista stesso.
Ormai inerme, il “mariuolo” non può più accaparrarsi i poster che si trovano oltre la rete e, così, non gli resta altro che fotografarli. La performance è l’epilogo della lunga ed elaborata meditazione di Iabo sull’esigenza d’importare nel circuito artistico l’esperienza creativa maturata al di fuori di esso.
L’obiettivo è sgominare l’anacronistica idea di fare arte attraverso modalità operative lente e intimiste da cui deriva una fruizione inevitabilmente elitaria. “L’arte deve confrontarsi con la produzione mondiale. Non è più pensabile, attualmente, porsi di fronte al cavalletto e dipingere la propria sporadica tela”. È quindi necessario un approccio più energico. L’artista deve conquistare spazi sempre più ampi, avvalersi di metodologie produttive veloci e indirizzarsi a un pubblico allargato. Con un occhio, però, sempre puntato sulla qualità: “L’arte è nutrimento, cibo destinato a sfamare menti digiune. Non ha senso continuare a rimpinzare quelle obese”. Affermazione che chiarisce la sua pulsione a intervenire creativamente in strada, luogo di tutti e di nessuno.
Ora però i tempi sono maturi affinché quelle dinamiche si estendano da un contesto ufficioso a uno ufficiale. Nel frattempo Iabo continua a sperimentare metodi e strumenti comunicativi che rendano attuabile lo scarto. Una ricerca che si muove sinergicamente fra il virtuale e l’analogico, protesa a dare corpo al suo “democratico” immaginario visivo. Innovativa e imprevedibile, non delude le aspettative. Dunque, the show will go on.

Articolo di Mara de Falco pubblicato su EXIBART

Per chi volesse approfondire, vi segnaliamo i link delle pagine su myspace di IABO ed Augusto de Luca

www.myspace.com/iaboindustrius

www.myspace.com/augustodeluca

Il gran capo

scritto da

Questo è il suo articolo n°3455

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