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Lettera aperta di Verbo per la Biennale d’arte di Venezia

Premesso che la scelta fatta in passato, di disegnare per strada, era dovuta anche al fatto che tutto il resto lo ritenevo noioso, e non ho mai puntato quindi ad una sorta di carriera nel “mondo dell’arte” il quale però ha comunque deciso di prendermi in causa.

B-side

Denuncio quindi all’interno di una struttura decadente, come risulta per molti oggi l’istituzione della Biennale Di Venezia, la mancanza di rispetto e relazione tra la cosiddetta “streetart” e le istituzioni dell’arte che la trattano: galleristi, critici e curatori da un lato e dall’altro la massa di giovani insicuri che non sanno più dove si trovano e che direzione prendere. Il rapporto tra le parti, anche se consenziente, non è maturo, e quello che c’è stato è stato una sorta di violenza su un minore.

L’esempio lampante di ignoranza è insito in questa situazione del Padiglione Italia in cui l’opera che espongo non è mai stata letta o codificata da un qualsivoglia “esperto”, ignorandone totalmente l’aspetto che rappresenta, ovvero di critica diretta al luogo in cui è esposta.
È intitolata “B-Side” ed ho giocato incrociandolo col titolo della mostra. Ho rappresentato una grande “B” che sovrasta una scritta più piccola “ANALE” su un supporto di lastre tipografiche provenienti da una precisa “zona” culturale, dove coincidono e si sovrappongono una serie di parole e concetti che ruotano attorno al tema dell’opera. Come ad esempio il numero 23 che a Roma è detto il “bucio di culo” o le 3 B del logo di un famoso locale underground romano, dove per altro si promuove musica vicina alla mia cultura e che viene spesso etichettata “b-side” che significa di serie b ma per un gioco di parole si può interpretare anche come il lato B, ovvero il posteriore. Per non parlare del nome del gruppo King of convenience che accostato alle promozioni di un supermercato è tutto un programma…o il calcio volante nella locandina degli eagles of death diretto verso il pezzo.

Il fatto centrale è che in sostanza nessuno degli addetti ha “banalmente” letto la scritta “B-Anale” soggetto principale dell’opera, non conoscendo il codice di lettura del mio lettering. Banale e bi-anale allo stesso tempo perché mi trovo in una posizione scomoda e ovunque mi giro c’è sempre il rischio di finire nel fango, tra chi lotta per rosicchiare della visibilità e chi si erge a paladino del bene boicottando la manifestazione.
Quindi ho deciso sì di rispondere a questa convocazione “ufficiale” partecipando, ma creando un cortocircuito al fine di porre l’attenzione sulla mancanza di struttura culturale nei confronti della streetart.
Del resto un writer, come detto prima, dipinge in non-luoghi decadenti, denunciandone si la morte ma contrastando con un segno critico e vivo.

L’opera  sarà esposta da Lunedi 27 giugno alle ore 17.30 presso Palazzo Lombardia, alla presenza di alte cariche della Regione Lombardia e del Prof. Vittorio Sgarbi.

Mitja “Verbo” Bombardieri

 

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Questo è il suo articolo n°144

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