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TEDxNapoli 2016 | Marte, calcio, robots e cultura digitale

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Lo scorso week-end ho preso parte al TEDxNapoli, il classico appuntamento del TEDx che da tre anni si tiene anche nella città partenopea che, si sa, di “idee meritevoli di essere diffuse” ne ha sempre tante.

 

 

La conferenza è stata organizzata su iniziativa di Riot Studio, fucina di creativi, coworking e punto di incontro nel cuore del centro storico, e grazie al supporto del Comune di Napoli e dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi e si è tenuta il 24 settembre nel Teatrino di Corte del Palazzo Reale di Napoli un luogo intriso di storia e ricco di bellezze architettoniche e artistiche.

 

 

Come vi raccontavo nell’articolo di presentazione del TEDxNapoli a intervenire durante la giornata c’erano ben 11 ospiti che hanno discusso temi molto diversi tra loro, diversità che non ha affatto penalizzato la coerenza e gli obiettivi stessi della giornata.

 

Una delle sale del Palazzo Reale adiacente al Teatrino di Corte

 

 

Un paio di considerazioni vanno fatte prima di approfondirne i contenuti: la prima è che essendo numerosi gli ospiti, non tutti “oratori professionisti”, sarebbe stato difficile trovarli tutti interessanti; la seconda è che i napoletani si manifestano sempre come un popolo estroso e anche al TEDx questa non trascurabile caratteristica è venuta decisamente fuori. Quello che mi ha veramente stupito, infatti, è che gli ospiti napoletani che sono saliti sul palco per il loro talk sono riusciti a essere coerenti con il tema di quest’anno “Unless” ovvero “a meno che”, a raccontare la loro storia o il loro progetto in soli 20 minuti e ad esprimere con eleganza il loro amore per Napoli.

 

 

Ne è un esempio il professore Bruno Siciliano che è il Direttore del Centro di Ricerca Interdipartimentale in Chirurgia Robotica (ICAROS), nonché responsabile del Laboratorio di Progetti di Robotica Industriale, di Servizio e Meccatronica (PRISMA Lab), entrambi all’Università di Napoli Federico I (due righe di titoli!), ma soprattutto è il papà del robot RoDyMan. Nel suo inglese impeccabile ma senza orpelli, il professore ha spiegato in modo del tutto comprensibile alcuni dei principi della robotica, ha illustrato alcuni degli studi che sta conducendo e ha raccontato l’aneddoto che ha portato RoDyMan a imparare a fare la pizza. Pare infatti che una sera lui e il suo team di studenti, dopo una lunga giornata di lavoro stavano mangiando una pizza e l’associazione tra la manualità nella stesura della pasta e la chirurgia sono venute automaticamente fuori. Oggi questo robot sta imparando a fare la pizza per acquisire avanzate capacità di manipolazione da applicare in campo chirurgico.

L’ironia, l’affezione alla sua terra e i contenuti del suo discorso ne hanno fatto a mio avviso l’intervento più interessante, inoltre, ascoltarlo mi ha fatto venire tanta voglia di essere una secchiona.

 

Giovanni Innella e Gionata Gatto

 

Un altro ospite che mi ha molto stupito è stato Jvan Sica, uno scrittore e sceneggiatore teatrale esperto di sport e in particolare di calcio che si definisce “sportomane”. Così come Siciliano, Jvan è riuscito a rendere il suo amore per Napoli e la sua passione per il calcio un argomento interessante, anche per me che sono la classica donna che non sa cos’è un fuorigioco. Il racconto di Maradona ai mondiali del 1986 e di come quel famoso dribbling lo ha portato a compiere un’impresa epica mi ha emozionato e la sua frase di chiusura (prima della visione del video) ha avuto l’effetto che meritava: “Chi non piange per il goal di Maradona tene ‘a pelliccia n’gopp ‘o core”.

 

Il professore Bruno Siciliano

 

Una giovane e tesissima Claudia Mandia, campionessa di tiro con l’arco, ha raccontato attraverso la sua esperienza come un atleta olimpionico diventa un atleta olimpionico e delle emozioni e i cambiamenti che comporta nella vita di una persona e della sua famiglia.

 

Jvan Sica

 

L’olandese Joris Lam ha raccontato del suo progetto TreeWifi, una “casetta per uccelli” che, installata nei centri urbani, registra il livello di inquinamento e restituisce un segnale wi-fi gratuito. Detta così forse non sembra un’idea brillante ma come spiegava il giovane startupper, rendere visibile l’inquinamento è una forma importante di sensibilizzazione utile a renderci consapevoli del nostro stile di vita.

 

 

Giancarlo Genta, è membro dell’Accademia Internazionale di Astronautica e dell’Accademia delle Scienze di Torino, autore di numerosi libri e docente di Costruzione di Macchine presso il Politecnico di Torino, dove tiene i corsi di Motor Vehicle Design, Dynamic Design of Machines e Space Robotics. Anche questo professore, che non era presente ma che ha inviato una registrazione video, ha reso l’esplorazione di Marte appassionante come la più fica serie tv o il più avvincente dei video giochi. Ci ha parlato della colonizzazione di questo pianeta (io continuavo a immaginare Arnold Schwarzenegger in questa scena)  e degli altri in un futuro neanche troppo lontano. Una sua frase che mi ha colpito molto è stata: “il primo uomo che andrà su Marte è già tra di noi”, spiegando che questo avverrà entro una 20ina di anni.

 

L'esibizione del duo Coma Berenices

 

Anche Guido Baroncini Turricchia, ingegnere ambientale e cofondatore di Bitcoin Foundation Italia e di Assob.it, seppur un po’ emozionato ha reso un argomento complicato interessante per il pubblico. Attraverso la sua esperienza personale ci ha raccontato di Bitcoin e di Helperbit, sistema di tracciamento delle donazioni in caso di catastrofi ambientali ideato dal suo team.

 

Claudia Mandia

 

Infine, Maria Venditti che si presenta sul palco come cyborg, infatti, Maria si muove su una complessa sedia a rotelle elettrica e senza raccontarci molto della sua vicenda instaura un interessante collagamento tra filosofia e cyborg.

 

Joris Lam e il TreeFi

 

Alcuni interventi li ho trovati meno interessanti, un po’ per le scarse capacità oratorie degli ospiti e un po’ per i punti di vista particolarmente diversi dai miei ma come recita la celebre massima “il mondo è bello perché vario”.

 

Maria Venditti

 

Ad accompagnare questo articolo trovate le immagini di Antonio Sena, scattate durante la giornata e che vi danno un’idea della grande affluenza e dell’atmosfera.

 

 

A questi link trovate tutte le informazioni sul TED, TEDx e TEDxNapoli.

 

Maria Caro

scritto da

Questo è il suo articolo n°450

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