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Dilemmi ed emozioni al Nuovo Teatro Nuovo

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Al Nuovo Teatro Nuovo è di scena K.O., uno spettacolo di Alessandra Cutolo. Nel leggere “liberamente tratto da frammenti di Samuel Beckett” mi si sono rizzate le orecchie. Lo spettacolo in effetti si serve dello sguardo beckettiano sul mondo, o meglio dell’ossessione dello sguardo dell’altro, come quello che perseguitava il paranoico Buster Keaton in Film. Veniamo immediatamente assaliti dalle emozioni forti. Sei personaggi si precipitano sul palco, due pugili e quattro figure che fanno da ring, da pubblico, da tifo, sono l’occhio che li osserva.

 

 

L’introspezione inizia subito dopo, accompagnata dalle immagini di un occhio proiettato nel centro dell’azione.  Il protagonista è Salvatore, un giovane pugile napoletano diviso nella vita e nei pensieri. Si domanda se qualcuno lo ascolti e lo osservi, ma le risposte che riceve sono sempre monosillabiche, come accadeva in Giorni Felici, al quale la Cutulo si ispira. Nello sguardo di Salvatore c’è la paura (“l’unica emozione che sento ancora”), l’angoscia, la solitudine ma c’è anche la dolcezza dei giochi di due innamorati.
Il protagonista incarna la sua gente, quei i giovani di Scampia combattuti tra un futuro promettente e le cattive compagnie. Accarezza la sua Sisinella, una pistola che gli da sicurezza e che punta abilmente contro il pubblico provocando un senso di disagio che conferma la bravura dell’attore.

 

 

Il ring è il palco della sua vita dove combatte battaglie quotidiane contro l’avversario, contro la sua donna e contro la paura di perdere i propri punti di riferimento. L’intero spettacolo, che dura circa sessanta minuti, si svolge sul ring dove l’esercizio fisico e la violenza dei combattimenti ci riconducono alle difficoltà della vita.
Molto bravo Salvatore Ruocco, attore già molto apprezzato in Gomorra di Matteo Garrone e in Napoli Napoli Napoli documentario di Abel Ferrara. Molto bravi anche i giovani protagonisti del laboratorio prodotto da Figli del Bronx in collaborazione con Punta Corsara.

Maria Caro

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Questo è il suo articolo n°450

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