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La fotografia (non) è una questione di genere. Julia Margaret Cameron, Florence Henri e Francesca Woodman in mostra a Villa Pignatelli

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Tra le polemiche sul servizio sessista sulle donne dell’est della trasmissione di Paola Perego, l’inconcluso dibattito sulla questione di genere, sul congedo mestruale, sulla parità dei sessi e tanto altro, un motivo gentile sembra irradiarsi dalla mostra L’arte del femminile, a cura di Giuliano Sergio e visitabile a Villa Pignatelli fino al 1 maggio.

 

 

Al di là del titolo così didascalico, le 90 fotografie rivelano il potere dell’immaginario di tre autori d’eccezione: Julia Margaret Cameron (1815 – 79) pioniera del ritratto fotografico introspettivo, di Florence Henri (1893 – 82) interprete della ricerca d’avanguardia, e Francesca Woodman (1958-91) nota per le sue enigmatiche fotografie.

 

 

Le selezione di opere in mostra è una specie di piccola enciclopedia della fotografia, dalle sue origini a oggi, dal genere del ritratto alle avanguardie e neoavanguardie. Ombre, accenti di luce, vibrazioni, sovrapposizioni, inquadrature ardite e collage, esprimono tutta la ricchezza delle possibilità offerte da questo medium e ci proiettano al di là dell’obiettivo, verso lo sguardo delle tre fotografe.

 

 

Le poetiche si sfiorano appena, rifluendo l’una nell’opera dell’altra, grazie alla loro capacità di sfidare regole tecniche e stilistiche con disinvoltura e grazia. Se nei ritratti della Cameron è chiara la predilezione per la sfocatura e altri “errori”, alla ricerca di una resa lirica e intima, per la Henri, invece, l’indagine è rivolta ai valori plastici della materia, all’infrangersi della luce su corpi e volti, alla possibilità delle immagini di alludere alla realtà dell’inconscio.

 

 

Con Francesca Woodman, una delle fotografe più amate insieme a Diane Arbus, troviamo altri esperimenti visivi, dai lunghi tempi di esposizione alla fusione di corpi e scenari che amplificano la percezione di sospensione spazio-temporale per lasciare intravedere un mondo parallelo, magico e misterioso, vicino al linguaggio surrealista.

 

 

Seppure la mostra a Villa Pignatelli non fosse stata intitolata L’arte del femminile, avremmo indovinato l’identità dei tre fotografi. Solitamente è piuttosto semplice distinguere il genere dell’autore di un’opera, basterà osservare come manipola la materia e quali dettagli privilegia.

 

 

 

Non è un legge esatta ma il margine di errore è minimo. Potremmo fare lo stesso gioco con la letteratura. Sarebbe mai potuto provenire da una penna maschile un passaggio così dolce, malinconico e affilato come: “Marzo: mese d’attesa / Le cose che ignoriamo / E le persone del nostro presagio / Sono in cammino”?

 

 

Tutte le foto sono di Antonio Sena. Testi di Luciana Berti.

 

 

Info

Villa Pignatelli – Casa della Fotografia
Riviera di Chiaia, 200, 80121 – Napoli
18 marzo – 1 maggio 2017
orario: 8.30 – 17.00, ultimo ingresso ore 16.00
chiuso martedì
www.polomusealecampania.beniculturali.it

Luciana Berti

scritto da

Questo è il suo articolo n°20

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